Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

I tedeschi occupano la città

Dalla sera dell'8 settembre un contingente tedesco acquartierato a Villa Boschi, in località Due Madonne, comincia a mettere sotto controllo le caserme, a disarmare i militari italiani e sequestrare loro le armi.

Nella notte tra l'8 e il 9 “poco più di settanta soldati germanici”, al comando del tenente carrista Theo Kenda, un viennese, “fanatico mussoliniano”, che “parla speditamente l'italiano con accento veneto” (Coppola), prendono possesso della città.

A mezzogiorno del 9 settembre la città è tutta nelle mani dei militari tedeschi. I reparti militari, rimasti senza ordini, in genere si arrendono senza combattere, tranne “alcuni elementi carristi”. Un breve scontro si ha nei pressi della stazione, con qualche morto.

Tra la costernazione della popolazione viene sospesa la corrispondenza privata, impedito l'uso del telefono, impartite diverse “misure disciplinari”.

Nei giorni successivi vengono requisiti vari edifici per i comandi e i servizi logistici. La sede di rappresentanza è fissata all'hotel Baglioni. I comandi militari della Militarkommandantur MK 1012 e della Stadtkommandantur si insediano presso la Facoltà di Ingegneria in via Risorgimento.

Il comandante di piazza è inizialmente il col. Helmuth Dannehl, sostituito in seguito il 1° aprile 1944 dal gen. Paul Steinbach.

Il comando del col. Saalfrank, preposto al funzionamento degli uffici civili e amministrativi, è collocato in via delle Rose 12-14. Il settore lavoro addetto alle deportazioni, guidato dal col. Friedman, si stabilisce alle Caserme rosse, una vasta area recintata a nord della Bolognina.

In via S.Chiara n. 6/2, accanto ai giardini Margherita, è posta la sede delle SS (comandanti il magg. Muller e il ten. Weismann), strettamente vigilata da reparti armati. Qui, nella famigerata "stanza n. 1", si praticherà la tortura.

La Gestapo invece è in viale Aldini 132. La Feldgendarmerie si sistema in piazza di porta Saragozza n. 4 e le SS italiane in via Saragozza 81. La polizia di sicurezza germanica (SD) si installa in via Albergati n. 6.

Altri comandi e uffici militari occupano stabili e caserme situati nella parte meridionale della città, soprattutto nella zona collinare meno esposta ai bombardamenti alleati.

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Immagini e multimedia:

La sede del Comando di piazza tedesco (Platzkommandatur) in viale Pepoli (BO) Villa Benni fuori porta Saragozza - sede di alto comando tedesco Villa Benni - ingresso utilizzato dal comando tedesco Il nome di un soldato graffito all Rifugio antiaereo a villa Benni (BO) Danni provocati da veicoli militari al cancello di Villa Hercolani a... Bunker tedesco in via Pasubio (BO) Bunker tedesco in via Pasubio (BO)

Approfondimenti:

  • 50. della Resistenza, numero unico di “Resistenza oggi Bologna”, a cura di Giuseppe Brini, Bologna, ANPI provinciale, 1995, pp. 8-9
  • Mario Agnoli, Bologna, città aperta. Settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Tamari, 1975
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, p. 365
  • Luciano Bergonzini, Bologna 1943-1945. Politica ed economia in un centro urbano nei venti mesi dell'occupazione nazista, lettera ed osservazioni di Giorgio Amendola, Bologna, CLUEB, 1980, pp. 22-23
  • Luciano Bergonzini, Politica ed economia a Bologna nei venti mesi dell'occupazione nazista, Imola, Galeati, 1969, pp. 20-21 ("A mezzogiorno del 9 settembre la città era già tutta nelle mani dei tedeschi")
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 -aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 9-14
  • Bologna 1938-1945: guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, pp. 70, 72-74
  • Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. 2., Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, p. 168
  • Beatrice Borghi, Rolando Dondarini, Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria, Argelato, Minerva, 2011, p. 171
  • Dalla notte della dittatura all'alba della libertà. Una riflessione a più voci per un contributo alla storia locale e nazionale, a cura di Antonio Sciolino, Imola, Bacchilega, 2014, p. 46
  • Mario Facci, I Padri Ministri degli Infermi (Camilliani) a Bologna, 1596-1996, Borgonuovo di Sasso Marconi, Zampighi, 1996, pp. 229-230
  • Lucio Pardo, Carolina Delburgo, Barbarie sotto le due torri. Leggi razziali e Shoah a Bologna, s.l., s.e., 2018, p. [83]
  • Toni Rovatti, La violenza della guerra civile: esecuzioni, rappresaglie, stragi, in: La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 487-488
  • Renato Sasdelli, Fascismo e tortura a Bologna. La violenza fascista durante il Regime e la RSI, Bologna, Pendragon, Istituto per la storia e le memorie del 900 Parri, 2017, p. 57, 61