Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

I bunker di Mesola

A Mesola, località a nord di Ravenna sul margine meridionale del delta del Po, tra l'inverno del 1943 e la primavera del 1944, i tedeschi realizzano, tramite la Todt, il più imponente sbarramento difensivo sul suolo italiano.

Dopo lo sbarco alleato in Sicilia, Hitler teme un secondo sbarco in Adriatico oltre gli Appennini. Viene quindi decisa una linea difensiva tra Bologna e Comacchio, appoggiata sui canali e le valli allagate del Delta. Chiamata in un primo tempo “Reno Stellung”, diventerà poi “Dschingis Khan Stellung” (linea Gengis Khan).

Quella di Mesola non è una linea antisbarchi di fronte al mare, ma una zona di difesa profonda quattro chilometri nell'entroterra lungo la via Romea.

A nord di Bosco Mesola la strada, protetta a sinistra dalle acque della palude “La Vallona”, all'improvviso gira a destra e realizza una sorta di imbuto attorno al Gorgo del fondo: questo diviene il punto strategico per bloccare un eventuale attacco alleato verso Venezia.

Nell'area di Mesola vengono costruiti trenta bunker, alcuni dei quali in paese e la maggior parte nella pineta delle Motte e del Fondo.

Essi non verranno, in realtà, mai armati: dopo lo sbarco alleato ad Anzio, la difesa tedesca si attesterà sulla Linea Gotica in Appennino e nella primavera del 1945 la zona del Po sarà oltrepassata dagli Alleati, con i tedeschi in rapida ritirata.

Nel dopoguerra i bunker di Mesola, chiamati in gergo “i furtin”, saranno abitati dai civili, in alcuni casi fino agli anni Sessanta.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Vito Paticchia, Marco Boglione, Sulle tracce della Linea Gotica. Il fronte invernale dal Tirreno all'Adriatico in 18 tappe, Saluzzo, Fusta editore, 2011, pp. 242-248