Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Ebrei bolognesi rifugiati a Cotignola

Tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1945 la cittadina romagnola di Cotignola, sulle rive del Senio, diventa rifugio di sfollati, militari sbandati e perseguitati politici. Vi giungono anche decine di ebrei in fuga dalle persecuzioni razziali.

Tutti si salveranno grazie a una rete di protezione - pressoché unica in Italia - che coinvolge varie famiglie del luogo, i parroci, il CLN e una parte dell'amministrazione pubblica, guidata dal Commissario Prefettizio Vittorio Zanzi (1896-1985), macellaio di fede repubblicana.

Le persone in cerca di protezione sono dapprima ospitate in casa di Zanzi o in quella del pittore Luigi Varoli (1889-1958), figura carismatica dell'ambiente artistico e culturale romagnolo del '900.

In seguito il Commissario le fa ricoverare presso famiglie e canoniche della zona. Infine le provvede di documenti falsi, ma regolari, compilati da impiegati del comune.

Tra gli ebrei che trovano soccorso a Cotignola diversi vengono da Bologna. Nel settembre 1943 vi giunge, con la moglie e la figlia, Marco Oppenheim, professore di medicina interna al Sant'Orsola, radiato nel 1938 in seguito alle leggi razziali.

Fino alla Liberazione i tre rimarranno nascosti nella canonica di don Antonio Costa nella frazione di Budrio. Marco svolgerà gratuitamente una preziosa opera di assistenza per i malati e i feriti del luogo.

Dalla Colunga di San Lazzaro di Savena arriva, assieme ai figli, il prof. Ubaldo Lopes Pegna, docente di filosofia e pedagogia alle Magistrali. E' stato espulso dalla scuola e la sua casa di Bologna sequestrata. Alloggiato in una stanza del centro di Cotignola, riceve aiuti e documenti falsi.

Nell'inverno del 1943 la casa di Varoli accoglie il prof. Renato Pirani, noto ginecologo, assieme alla moglie e alla figlia, mentre Clara e Peppino Zuckermann sono ospitati, con le figlie, presso Michele Montanari a Barbiano.

A Cotignola giunge anche la famiglia del prof. Attalo Muggia, proprietario della clinica Villa Bianca, prelevato dalle SS e scomparso nei lager. Il cognato è rifugiato presso i Medri, mentre il figlio Giorgio, nascosto con la famiglia a Massa Lombarda, viene spesso in paese con la bicicletta per curare gli ammalati di polmoni.

Nel 2002 Vittorio e Serafina Zanzi, Luigi e Anna Varoli saranno insigniti della medaglia di “Giusti tra le Nazioni” dallo stato di Israele e i loro nomi accolti nel memoriale del Yad Vashem a Gerusalemme.

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Approfondimenti:

Michele Bassi, Cotignola. Un approdo di salvezza per gli Ebrei e per i perseguitati politici durante la guerra (1943-1945), Faenza, Litografica Faenza, 1985


Cotignola città dei giusti Varoli e Zanzi. Storie di una comunità ospitale al tempo della Shoah, Faenza, Tipografia Valgimigli, 2012


Cotignola, il paese dei giusti, di Nevio Casadio, Roma, Rai 3, 2013, dvd


Ebrei e nazifascismo. Esempi di solidarietà a Cotignola, Lugo, Conselice e Ravenna, in: "In provincia", febbraio 1993, pp. 22-24


Luigi Varoli: un maestro nel Novecento (1889-1958), a cura di Orlando Piraccini, Bologna, Compositori, 2008


Cesare Moisé Finzi, Cotignola: paese di molti giusti, in: "Il giorno della memoria ... A ricordo della Shoah del popolo ebraico e delle vittime dei campi di sterminio", 2007, p.9


Cristina Tassi, Quarantuno di noi. Storia e storie degli ebrei di Cotignola, Ravenna, Longo, 2020


Vittorio Zanzi, Faenza, Edit Faenza, 2005