Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Aiuto ai militari sbandati

Dopo la firma dell'armistizio, l'esercito italiano, privo di ordini superiori, si sbanda.

L'aiuto ai soldati italiani che, lasciate le caserme, tentano di ritornare ai paesi di residenza, è un atto di solidarietà spontanea della popolazione bolognese, ma anche il banco di prova delle prime organizzazioni resistenziali antifasciste.

Si cerca di ospitare, rifocillare, dotare di abiti civili i militari in fuga, li si aiuta ad attraversare di nascosto la città, eludendo la sorveglianza dei soldati tedeschi, che subito dopo l'8 settembre hanno velocemente occupato il paese.

Vengono inoltre aperti i campi di prigionia situati nei dintorni della città: soldati americani e inglesi nascosti tra le piante del vivaio Ansaloni in via Malvezza sono aiutati a fuggire.

Alcuni antifascisti tentano di ottenere dai soldati armi in cambio abiti civili. Questo avviene ad esempio alla stazione di San Ruffillo, dove i ferrovieri si adoperano per bloccare i convogli di soldati diretti in Germania.

Già prima del 25 luglio militanti comunisti, sotto la direzione di Mario Pelloni, hanno preso contatti con militari di varie caserme. Questi contatti servono, nei giorni dell'armistizio, “ad aiutare i soldati a sottrarsi all'arresto dei tedeschi e a venire in possesso di parecchie armi da fuoco”.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Lapide a ricordo degli internati militari in piazza Nettuno Militari italiani internati in Germania - Museo Memoriale della Libertà -...

Approfondimenti:

  • Elena Aga Rossi, Una nazione allo sbando. L'armistizio italiano del settembre 1943, nuova ed., Bologna, Il mulino, 1998
  • Ezio Antonioni, 8 settembre 1943, Radio Bologna libertà, in principio c'era il caos, i commissari e i comandanti, in "Resistenza oggi. Quaderni di storia contemporanea bolognese", 2, 2001, pp. 63-66
  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese, Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 14
  • Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, La guerra di liberazione in Emilia-Romagna, in: Resistenza in Emilia Romagna, a cura di Roberto Fregna, Bologna, Regione Emilia-Romagna, stampa 1975, p. 24
  • Ottavio Baffè, Prelievo delle armi abbandonate sfuggendo alla caccia dei poliziotti, in Iniziativa e memoria storica nel 50. della Resistenza e della lotta di liberazione. Partigiani ieri anziani oggi, a cura di Remigio Barbieri e Giancarlo Grazia, Bologna, Editrice della sicurezza sociale, 1996, pp. 22-23
  • Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 43
  • Ena Frazzoni, Note di vita partigiana a Bologna, Bologna, Tamari, 1972, p. 20 e sgg.
  • Mauro Maggiorani, Vincenzo Sardone, Libertà: i luoghi, i volti, le parole. Memorie dell'antifascismo e della Resistenza nel quartiere Savena di Bologna, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2004, pp. 45-47
  • Renato Sasdelli, Fascismo e tortura a Bologna. La violenza fascista durante il Regime e la RSI, Bologna, Pendragon, Istituto per la storia e le memorie del 900 Parri, 2017, p. 53