Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1941

L'ufficio controllo prezzi e il mercato nero

E' costituito presso la federazione del PNF un ufficio per il controllo e disciplina dei prezzi. L'attività è svolta da squadre alle dipendenze dei gruppi rionali (aumentati per l'occasione da 13 a 26).

I controlli non saranno, in verità, molto efficaci. Nel periodo bellico a Bologna saranno accertati solo 861 reati annonari.

Il mercato nero, nel quale finiranno la quasi totalità di generi quali il pesce, la carne, l'abbigliamento, sarà alimentato dalla massiccia evasione degli ammassi e dalla corruzione politica. Funzionerà in pratica come mercato ufficioso dei generi mancanti per coloro che sono provvisti di mezzi economici.

La gigantesca sfasatura dei prezzi al mercato nero rispetto a quelli ufficiali sarà evidente in un rapporto del dicembre 1944 del capitano delle SS Wetjen: un chilo di farina di mais costerebbe 1,80 lire, ma il prezzo al mercato nero è di 10 lire. Il burro verrebbe 42 lire, ma ne costa 500 al mercato nero.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Dalla notte della dittatura all'alba della libertà. Una riflessione a più voci per un contributo alla storia locale e nazionale, a cura di Antonio Sciolino, Imola, Bacchilega, 2014, p. 44
  • Giuseppe Dozza e l'amministrazione comunale della liberazione, Bologna, Comune di Bologna, 1971, pp. 60-61
  • Mauro Maggiorani, Vincenzo Sardone, Libertà: i luoghi, i volti, le parole. Memorie dell'antifascismo e della Resistenza nel quartiere Savena di Bologna, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2004, p. 41
  • La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 277-280