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1941

Il Centro Ortopedico Militare "Vittorio Putti"

In un'ala del seminario arcivescovile di Villa Revedin a San Michele in Bosco è avviata la costituzione di un centro ortopedico specializzato per la cura e la riabilitazione dei traumatizzati per cause belliche.

Dipendente dall'Ospedale militare dell'Abbadia, il Centro Mutilati “Vittorio Putti” ospita anche un grande orto di guerra, una stalla con mucche e maiali, un forno e una distilleria.

Dal 22 marzo 1943 le stanze per i malati occuperanno tutto il seminario e i seminaristi saranno rimandati a casa. Anche la villa situata al Farneto di San Lazzaro di Savena, dipendente dal Seminario, verrà utilizzata per i feriti.

Il Genio Militare chiederà di utilizzare la grotta di Villa Revedin come ricovero antiaereo, per mettere al riparo gli infermi dell'Ospedale. Qui verranno allestiti anche una infermeria e una sala operatoria di emergenza.

Nel luglio 1944 il “Putti” passerà sotto la supervisione della Sanità militare tedesca e il 29 novembre successivo sarà accerchiato dalle SS e dalle Brigate nere alla ricerca di partigiani.

Il direttore prof. Oscar Scaglietti (1906-1993), sospettato di antifascismo, sarà arrestato e interrogato nella sede della Gestapo in via Santa Chiara.

La minuziosa perquisizione non sortirà alcun risultato: avvertito da Gianguido Borghese, Scaglietti riuscirà per tempo a far trasferire i feriti compromessi con la Resistenza.

Nonostante la presenza di grandi croci rosse sul tetto, l'ospedale sarà più volte bombardato con notevoli danni (22 marzo, 12 ottobre, 29 dicembre 1944).

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Immagini e multimedia:

Il seminario arcivescovile di Villa Revedin sede del Centro Putti Parco di Villa Revedin Rifugio antiaereo a Villa Revedin (BO) Ingresso del rifugio antiaereo nel parco di Villa Revedin Giardino del seminario arcivescovile di Villa Revedin (BO) Il centro Putti durante la guerra - ©Provincia di Bologna

Approfondimenti:

  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 139 (foto)
  • Luciano Bergonzini, Politica ed economia a Bologna nei venti mesi dell'occupazione nazista, Imola, Galeati, 1969, p. 76
  • Bologna 1938-1945: guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, p. 51, 54
  • Massimo Brunelli, Il Rifugio antiaereo "Vittorio Putti", in: Sul colle di Villa Revedin. Il Seminario Arcivescovile, la Villa, il rifugio antiaereo Vittorio Putti, Bologna, Ante Quem, 2019, pp. 25-60
  • Ena Frazzoni, Note di vita partigiana a Bologna, Bologna, Tamari, 1972, p. 89
  • Fernando e Gioia Lanzi, Protector et Pater. Il cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca sulla cattedra di San Petronio, 1922-1952, Bologna, Alfa-Beta, 2002, p. 31 (foto), p. 42
  • Alberto Mandreoli, Vangelo e coscienza. Antifascismo e resistenza dei cattolici bolognesi, Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2015, pp. 135-139
  • Nazario Sauro Onofri, Quando i nazifascisti piombarono al "Putti", in: "Resistenza oggi Bologna", 40. della lotta di liberazione, Bologna, a cura dell'ANPI provinciale, 1984, pp. 67-70
  • Nazario Sauro Onofri, I socialisti bolognesi nella Resistenza, Bologna, La squilla, stampa 1965, pp. 66-67
  • San Michele in Bosco, a cura di Renzo Renzi, Bologna, Ed. L. Parma, 1971, p. 372 (foto)
  • Ezio Trota, In guerra fra feriti tedeschi e alleati. 1944-1945: la Linea gotica, Modena, Il Fiorino, stampa 2007