Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1939

Processo ai tranvieri comunisti

28 dipendenti dell'azienda tranviaria bolognese vengono processati dal Tribunale Speciale “per aver partecipato ad una associazione (di carattere comunista) diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato”.

La Polizia aveva da tempo notato “un preoccupante fermento” tra il personale dell'officina dei tram. Erano state trovate scritte sovversive sui sedili delle vetture e si sapeva di raccolte di denaro pro Spagna rossa.

Il movimento comunista risulta da alcuni anni in piena attività. Nel 1939 sono denunciate oltre 80 persone, appartenenti a tre distinti gruppi.

Tra gli operai dell'azienda tranviaria alcuni hanno aderito al partito comunista fin dall'inizio, altri sono stati attratti nell'associazione in tempi più recenti. Molti degli imputati ammettono di aver versato quote pro soccorso rosso e distribuito stampa sovversiva.

Il capo politico dei tranvieri di Bologna risulta essere Pietro Nardi (1885-1953), che, dopo aver partecipato alle lotte socialiste di inizio secolo, dal 1921 ha aderito al PCd'I.

Nella sentenza emessa il 21 luglio sarà lui a ricevere la condanna più pesante: 14 anni di carcere. Gli attivisti Luigi Garuti e Alfonso Marchi saranno condannati a 8 anni, mentre tutti gli altri subiranno pene da 1 a 5 anni di reclusione.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 30


Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Decisioni emesse nel 1939, Roma, Ufficio storico SME, 1994, pp. 201-216