Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1939

Limiti di circolazione e misure di protezione della città

Dopo l'invasione tedesca della Polonia, che segna l'inizio della guerra in Europa, sono progressivamente attuate misure per affrontare il conflitto. Il 1° settembre si fanno le prime prove di oscuramento, da ora in poi ripetute “dal tramonto di ogni giorno”.

La pubblica illuminazione è ridotta in modo permanente, “azzurrando” le lampadine e spegnendo le insegne di negozi e locali.

Viene attenuata persino la luce dei fanali delle bicilette: i vigili del fuoco montano sui vetri appositi dischetti bianchi con una sottile fessura. Ne vengono predisposti di varie misure. Si tenta comunque di far credere che la città "in gala azzurra" sia più bella e romantica.

Dal 1° settembre comincia anche la limitazione nella vendita di generi alimentari, come il caffè, considerato “più un'abitudine che una necessità” e per giunta nocivo alla salute.

Dal 3 settembre le auto circolano in città solo con un permesso speciale. Il 6 settembre vengono montate le sirene antiaeree sulla torre dell'Arengo.

Si svolgono intanto manifestazioni a favore dell'autarchia: con una sfilata di diecimila biciclette si vuole dimostrare che ci si può muovere benissimo anche senza auto.

Il 9 settembre anche il segretario del Partito fascista, Achille Starace, in visita ufficiale a Bologna, sarà accolto in stazione non da un'auto di rappresentanza, ma da una "fiammante bicicletta".

La circolazione libera delle auto riprenderà brevemente all'inizio del 1940, per essere di nuovo interrotta in giugno, dopo l'entrata in guerra. L'uso dell'auto sarà riservato per particolari necessità professionali e in percorsi stabiliti. Gran parte dei pneumatici saranno requisiti per esigenze di guerra.

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Approfondimenti:

Massimo Brunelli, I grandi rifugi antiaerei della Montagnola, in: Ricerche sulla Montagnola di Bologna. Le fortezze papali, le ghiacciaie, i rifugi antiaerei, a cura di Giancarlo Benevolo e Massimo Brunelli, San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2013, p. 74


Luciano Casali, Bugie di guerra. Il 1939-1943 dei bolognesi attraverso le pagine del “Carlino”, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, pp. 548-550


Nino Comaschi, Bologna anni Trenta. La piccola città d'un fotografo borghese, scritti di Franco Cristofori con una testimonianza di Giorgio Comaschi, Sala Bolognese, A. Forni, 1984, p. 136


Tiziano Costa, Bologna '900. Vita di un secolo, 2. ed., Bologna, Costa, 2008, pp. 118-119


Tiziano Costa, Bologna prima, durante e dopo la Liberazione, Bologna, Costa, 2015, p. 21


I giorni di Bologna Kaputt, a cura di Luca Goldoni, Aldo Ferrari, Gianni Leoni, s.l., Edizioni giornalisti associati, 1980, p. 9, 14


Via Indipendenza. Sviluppo urbano e trasformazioni edilizie dall'Unità d'Italia alla Seconda guerra mondiale, a cura di Maria Beatrice Bettazzi, Elda Brini, Paola Furlan, Matteo Sintini, Bologna, Paolo Emilio Persiani, 2017, pp. 59-60