Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1939

La pietra fosforica di Bologna

Alessandro Bernardi pubblica, tra il 1939 e il 1940, tre memorie sulla pietra fosforica di Bologna. Si tratta di un minerale presente in varie zone dell'Emilia-Romagna.

E' nota in particolare quella rinvenuta nei pressi della chiesa di Paderno, lungo la valle del Rio Strione, a pochi chilometri dal centro di Bologna.

Fin dal XVII secolo essa ha suscitato l'interesse degli studiosi locali e la curiosità di viaggiatori stranieri quali Goethe, che la cita nei Dolori del giovane Werther.

La caratteristica della pietra fosforica, o baritina, è quella di “produrre splendida fosforescenza dopo speciale preparazione e arroventamento” (Scicli). La sua scoperta è attribuita a un certo Vincenzo Casciarolo, calzolaio nei pressi della chiesa di San Mamolo e alchimista dilettante.

Per la sua proprietà di combinarsi con molti gas, può avere vari usi: serve, ad esempio, per la composizione di leghe metalliche, la preparazione di tinte da muro e per la ricerca di idrocarburi.

Il prodigioso minerale è conosciuto con varie altre deniminazioni: pietra luciferina, pietra di luna, spongia lucis (spugna di luce), lapis illuminabilis (pietra illuminabile) o semplicemente Bologna stone, pietra di Bologna.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Francesca Baldi, La pietra fosforica bolognese, Bologna, Bononia University Press, 2013
  • Davide Daghia, Bologna insolita e segreta, Versailles, Jonglez, 2017, p. 221
  • Antonio Grandi, Vincenzo Casciarolo e la pietra fosforica bolognese, in: "Strenna storica bolognese", 1960, pp. 89-92
  • Attilio Scicli, L'attività estrattiva e le risorse minerarie della regione Emilia-Romagna, Modena, Poligrafico Artioli, 1972, pp. 500-505
  • Marco Taddia, La pietra bolognese che di notte riluce e altre curiosità scientifiche cittadine, in: "Strenna storica bolognese", 59 (2009), pp. 391-415