Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1936

Osservatorio astronomico dell'Università a Loiano

Viene inaugurato il nuovo Osservatorio Astronomico dell'Università, su progetto dell'astronomo Guido Horn-D'Arturo e dell'ing. Gustavo Rizzoli, tecnico del Genio Civile.

E' dotato di un telescopio di 60 cm di diametro, acquistato grazie alla cospicua donazione Merlani-Montanari (1925) e prodotto dalle officine Zeiss di Jena. Esso è giunto a Bologna in nove casse nel luglio del 1933.

La scelta del monte Orzale, a circa 800 m di quota nei pressi di Loiano, è dovuta allo scarso inquinamento luminoso della zona.

Pochi giorni dopo l'inaugurazione verranno prodotte le prime fotografie astronomiche. La prima ad essere fotografata è la stella Alfa della costellazione della Balena. Il telescopio di Loiano sarà a lungo il più grande d'Italia.

Il prof. Horn D'Arturo (1879-1967) porterà avanti, negli anni seguenti, il progetto di un grande specchio riflettente, costituito da un mosiaco di elementi esagonali.

Posizionato nella torre della Specola di Palazzo Poggi, sarà progressivamente potenziato, fino a raggiungere i 180 cm di diametro.

Nel 1938 il professore sarà discriminato dalle leggi razziali e dovrà rinunciare per sette anni al suo incarico nell'Ateneo bolognese.

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Immagini e multimedia:

La foresteria dell Il Telescopio da 60 cm a Monte Orzale - Loiano Il vecchio Telescopio di Loiano - particolare Mostra didattica L Mostra didattica L Mostra didattica L Mostra didattica L Osservatorio di Loiano (BO) - Foresteria La scrivani del prof. Horn D Lo specchio Zeiss del telescopio di Loiano conservato nel Museo della Specola... Prototipo di specchio a tasselli del prof. Horno D Telescopio del XIX sec. nello studio del prof. G. Horn D

Approfondimenti:

  • 70 anni allo specchio. Anniversario dell'inaugurazione del telescopio Zeiss da 60 cm e della Stazione Astronomica di Loiano del 15 novembre 1936, s.l., s.e., 2006
  • Pierluigi Battistini, Marina Zuccoli, Guido Horn D'Arturo e Luigi Jacchia, in: La cattedra negata: dal giuramento di fedeltà al fascismo alle leggi razziali nell'Università di Bologna, a cura di Domenico Mirri e Stefano Arieti, Bologna, CLUEB, 2002, pp. 209-216
  • G. Bernabei, G. Gresleri, S. Zagnoni, Bologna moderna, 1860-1980, Bologna, Patron, 1984, p. 148
  • Fabrizio Bonoli, "Caro, vecchio Maestro". La storiografia dell'astronomia: un caso bolognese, in: Una scienza bolognese? Figure e percorsi nella storiografia della scienza, a cura di Annarita Angelini, Marco Beretta, Giuseppe Olmi, Bologna, Bononia University Press, 2015, pp. 71-84
  • Claudio Cappelletti, E così Grizzana non ebbe l'osservatorio astronomico, in id., La mia Grizzana, Bologna, Tinarelli, 2009, pp. 79-82 (già in "Savena Setta Sambro", 6)
  • Guido Horn d'Arturo e lo specchio a tasselli, a cura di Marina Zuccoli e Fabrizio Bonoli, Bologna, CLUEB, 1999
  • Luisa Lama, Le "convenzioni" strumento di crescita per l'Università, in Lo Studio e la città: Bologna 1888-1988, a cura di Walter Tega, Bologna, Nuova Alfa, 1987, p. 207
  • Alberto Rossi, Guido Horn D'Arturo: astronomo e uomo di cultura, Bologna, CLUEB, 1994
  • Università degli studi di Bologna, Rassegna storica dell'insediamento. Catalogo ragionato delle realizzazioni edilizie universitarie in rapporto all'assetto urbano, Bologna, Università degli studi di Bologna, 1974, p. 64, 72 (foto)
  • Giampaolo Vettolani, Guido Horn-D'Arturo e la rinascita dell'astronomia, in Lo Studio e la città: Bologna 1888-1988, a cura di Walter Tega, Bologna, Nuova Alfa, 1987, p. 350