Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1934

Le case "Popolarissime"

A seguito della ristrutturazione dell'Istituto fascista per le Case popolari è istituita l'Azienda delle Popolarissime. L'ente bandisce un concorso per la costruzione di alloggi da destinarsi a famiglie numerose.

Il progetto vincitore è quello degli architetti Franco Albini, Renato Camus e Giancarlo Palanti, esponenti di punta del razionalismo milanese, adattato alla realtà locale dal giovane tecnico Francesco Santini (1904-1976).

Vengono costruiti numerosi stabili a più piani in diverse zone periferiche (via Vezza, Cirenaica, via dello Scalo). Le "Popolarissime", veri e propri "casermoni", che, per esplicita disposizione, possono nascere solo in periferia e lontano dalle arterie principali, sono destinate ad ospitare i diseredati del Baraccato (un ex ospedale militare fuori porta Lame) e le famiglie sfrattate dai borghi demoliti nel centro storico.

La struttura degli insediamenti, a rioni chiusi e autosufficienti, consente la messa in comune di vari servizi - l'asilo, la lavanderia, il gruppo rionale del PNF - e il controllo sociale tramite portineria.

I primi sei fabbricati sono consegnati nell'estate 1935. Il trasloco alle nuove case assume l'aspetto di un vero e proprio esodo, attuato con tutti i mezzi disponibili e anche portando le masserizie a spalla.

Lungo la strada, venditori ambulanti senza scrupoli affiancano la lunga colonna, che procede lentamente verso la propria destinazione, comprando in blocco, per pochi spiccioli, i poveri averi degli sfrattati.

Il programma delle "Popolarissime" si chiuderà alla fine del 1937, con l'edificazione di più di 700 alloggi per circa 3.500 inquilini.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Accademia di Belle Arti di Bologna, Figure del '900 2. Oltre l'Accademia, Carpi, LaLit, stampa 2001, p. 398
  • Architetture del lavoro, 1893/1993. 100 anni di Camera del lavoro a Bologna, una mostra di Davide Barbieri, s.l., Coop Musea, 1993, (foto) p. 40
  • Archivi aggregati. La sezione di architettura e i fondi degli architetti moderni, a cura di M. Beatrice Bettazzi, Bologna, Archivio storico Università, 2003, pp. 63-66 (F. Santini)
  • Luca Baccolini, I luoghi e i racconti più strani di Bologna. Alla scoperta della "dotta" lungo un viaggio nei suoi luoghi simbolo, Roma, Newton Compton, 2019, pp. 219-220
  • G. Bernabei, G. Gresleri, S. Zagnoni, Bologna moderna, 1860-1980, Bologna, Patron, 1984, pp. 136-139
  • Bologna. Guida di architettura, progetto editoriale e fotografie di Lorenzo Capellini, coordinamento editoriale di Giuliano Gresleri, Torino, U. Allemandi, 2004, p. 198
  • La casa popolare degli anni '30, a cura di Mario Manieri-Elia, Venezia, Marsilio, 1973
  • Franco Cristofori, Bologna: gente e vita dal 1914 al 1945, realizzazione grafica di Pier Achille Cuniberti, Bologna, Alfa, 1980, p. 308-312
  • Pier Paolo D'Attorre, Espansione urbana e questione delle abitazioni durante il fascismo, in Bologna: città e territorio tra 800 e 900, a cura di Pier Paolo D'Attorre, Milano, Angeli, 1983, pp. 197-236
  • Giuliano Gresleri, Francesco Santini e le case popolari, anzi "popolarissime", degli anni Trenta, in Il sogno della casa. Modi dell'abitare a Bologna dal Medioevo ad oggi, a cura di Renzo Renzi, Bologna, Cappelli, 1990, pp. 131-136
  • Giuliano Gresleri, La tela di Penelope. Bologna 1850-1950, in:Norma e arbitrio: architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950, a cura di Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti, Venezia, Marsilio, 2001, p. 55
  • Bruno Moretti, Case d'abitazione in Italia: quartieri popolari, case operaie, case per impiegati, case civili di tipo medio e signorile, Milano, U. Hoepli, 1939
  • Norma e arbitrio, cit., p. 407 (F. Santini)
  • Per Bologna. Novant'anni di attività dell'Istituto Autonomo Case Popolari, 1906-1996, Bologna, Istituto Autonomo per le Case Popolari della provincia di Bologna, 1996
  • I piani della città. Trasformazione urbana, identità politiche e sociali tra fascismo, guerra e ricostruzione in Emilia-Romagna, a cura di Roberto Parisini, Bologna, Compositori, 2003, p. 99
  • La qualità dell'abitare nell'edilizia pubblica. Laboratorio, mostra a cura di Gabriella Lippi, in: Sposta il tuo Centro. Quartiere San Donato, Città di città, Bologna, Quartiere S. Donato, 2008, pp. 9-11
  • Stefano Ramazza, Le realizzazioni dello Iacp dal 1906 al 1940, in Bologna: città e territorio tra 800 e 900, cit., pp. 163-195
  • Le strade di Bologna. Una guida alfabetica alla storia, ai segreti, all'arte, al folclore (ecc.), a cura di Fabio e Filippo Raffaelli e Athos Vianelli, Roma, Newton periodici, 1988-1989, vol. 4., p. 995
  • Lo Studio Villani di Bologna. Il più importante atelier fotografico italiano del XX secolo tra industria, arte e storia, a cura di Vera Zamagni (…) , Bologna, Poligrafici editoriali, 2014, p. 116 (foto)
  • Villaggio della rivoluzione. La casa moderna, mappa pubblicata in occasione della esposizione allestita presso Urban Center Bologna - Salaborsa, 22 ottobre - 9 novembre 2014, a cura di Pier Giorgio Giannelli, Daniele Vincenzi, Bologna, Ordine Architetti, 2014