Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1933

La caduta in disgrazia di Leandro Arpinati

Leandro Arpinati (1892-1945), indiscusso leader del fascismo bolognese, cade in disgrazia a seguito di una lite (arrivata fino alla sfida a duello) con il segretario del PNF Achille Starace.

Viene dimesso da Sottosegretario agli Interni e mandato al confino a Lipari. Il suo posto è occupato da Guido Buffarini Guidi (1895-1945).

Pur rimanendo fedele a Mussolini, Arpinati ha manifestato più volte segnali di autonomia rispetto al Duce ed è accusato di trafficare con avversari del regime, come l'ex direttore del "Resto del Carlino" Missiroli o la famiglia di Anteo Zamboni, il giovane attentatore di Mussolini nel '26.

Oltre alle cariche politiche, Arpinati perde anche il lavoro nelle Ferrovie, per il quale era in aspettativa. Inoltre non gli viene rinnovata la tessera del PNF.

Il confino di cinque anni gli sarà ridotto per la malattia della moglie. Non potrà, però, allontanarsi dalla sua tenuta di Malacappa, presso Argelato.

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Dopo il confino a Lipari Arpinati si ritira nella sula tenuta di Malacappa... La tenuta di Arpinati a Malacappa - particolare

Approfondimenti:

  • Margherita Bianchini, 101 storie su Bologna che non ti hanno mai raccontato, Roma, Newton Compton, 2010, pp. 249-252
  • Dino Biondi, Il Resto del Carlino 1885-1985. Un giornale nella storia d'Italia, Bologna, Poligrafici Editoriale, 1985, pp. 228-231
  • Enrico Brizzi, Vincere o morire. Gli assi del calcio in camicia nera, 1926-1938, Roma - Bari, Laterza, 2016, pp. 266-267
  • Giancarla Cantamessa Arpinati, Arpinati mio padre, Roma, Il Sagittario, 1968
  • Tiziano Costa, Bologna '900. Vita di un secolo, 2. ed., Bologna, Costa, 2008, p. 110
  • Pier Paolo D'attorre, Bologna “imperiale”, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1990, vol. 4.: Bologna dall'Unità alla Liberazione, pp. 207-208
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati: ascesa e caduta di un gerarca di provincia, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, pp. 520-527
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati: ascesa e caduta di un gerarca di provincia, in: Storia di Bologna, direttore: Renato Zangheri, vol. IV tomo 2., a cura di Angelo Varni, Bologna, Bononia university press, pp. 493-545
  • Venerio Cattani, Rappresaglia: vita e morte di Leandro Arpinati e Torquato Nanni, gli amici-nemici di Benito Mussolini, Venezia, Marsilio, 1997
  • Antonio Ghirelli, Storia del calcio in Italia, nuova ed., Torino, Einaudi, 1990, p. 120 sgg. Mauro Grimaldi, Leandro Arpinati. Un anarchico alla corte di Mussolini, Roma, Società Stampa Sportiva, 1999, p. 88 sgg.
  • Agostino Iraci, Arpinati l'oppositore di Mussolini, Roma, M. Bulzoni, 1970
  • Giancarlo Mazzuca, Luciano Foglietta, Sangue romagnolo. I compagni del Duce: Arpinati, Bombacci, Nanni, Bologna, Minerva, 2011, pp. 184-185
  • Piero Paci, Lo schiaffo ad Arturo Toscanini. I retroscena politici nella Bologna degli anni ‘30, in "La Torre della Magione", 1 (2007), pp. 5-7
  • Rossano Pancaldi, L'Università Fascista di Bologna e Giovanni Gentile. Una conferenza inedita del 1930, in: "Giornale critico della filosofia italiana", 91 (2012), pp. 82-124
  • La storia d'Italia, Roma, La Biblioteca di Repubblica, 2005, vol. 25, Cronologia, p. 376