Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1928

Muore Edoardo Collamarini

L'architetto Collamarini era "un ometto grassottello, dal volto roseo". Lo chiamavano non senza ironia "al Bamben Gesò". Ma era considerato il maggiore architetto emiliano del Novecento. Nato nel 1863, si era diplomato nel 1884 all'Istituto di Belle Arti, dove aveva riportato alte valutazioni e vinto medaglie. All'inizio della sua attività fu molto vicino ad Alfonso Rubbiani, che ne condizionò notevolmente la personalità artistica. Il "costruttore di illusioni" ne apprezzava le grandi qualità di disegnatore, come nel caso dell'atlante pubblicato per i restauri della basilica di San Francesco. Nel 1887 partecipò al discusso concorso per la facciata di San Petronio e l'anno seguente a quello bandito dal Comune per la sistemazione del piazzale di Porta Galliera, per il quale ottenne un premio di incoraggiamento. In questi progetti si rivelano le sue tendenze costruttive: "il restauro stilistico e la progettazione eclettica", conseguenze "di una preparazione accademica rigida più che rigorosa, unilaterale più che conformista". Fu insegnante a Roma e a Parma e dal 1908 professore di architettura all'Istituto di Belle Arti di Bologna, di cui divenne direttore nel 1917 e presidente nel 1924. Tra i suoi studenti vanno annoverati alcuni giovani progettisti, che parteciperanno al movimento moderno: da Giuseppe Vaccaro a Antonio Sant'Elia, da Gian Luigi Giordani a Alberto Legnani, a Enrico De Angeli. Da un punto di vista stilistico Collamarini rimase legato a un linguaggio eclettico e all'uso di materiali tradizionali. Nel 1897 cominciò la costruzione dell'Istituto Salesiano, presso il quale sorse più tardi quella che è considerata la sua opera maggiore: la chiesa del Sacro Cuore, con la sua "bestiale cupola" (Longhi), ben visibile dai viaggiatori che transitano in stazione. Nel frattempo eseguì opere in San Francesco e San Martino ed eresse cappelle nel cimitero della Certosa. Il suo primo vero restauro di un edificio medievale fu quello di S. Maria degli Angeli, dove, secondo Zucchini, "la parte d'imitazione superò quella indicata dalle tracce". Il lavoro fu completato da Rubbiani dopo la sua partenza per Parma. Zucchini non considerava Collamarini un buon restauratore: riteneva che la sua mano si lasciasse troppo guidare dalla fantasia. Ciò fu evidente nel lungo restauro condotto nel complesso di Santo Stefano tra il 1911 e il 1925, dove operò "pesanti manomissioni e fantasiose integrazioni" (Miano) e nei cui chiostri collocò il lapidario dei caduti della grande guerra. Oltre a interventi in varie città italiane, Collamarini lasciò a Bologna numerose altre opere: dall'Istituto dei ciechi in via Castiglione a vari complessi universitari (chimica, botanica, veterinaria), dallo Châlet dei Giardini Margherita al Palazzo del Credito Romagnolo in via Rizzoli.

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Immagini e multimedia:

La tomba dell E. Collamarini - Tomba Talon - Cimitero della Certosa (BO) L Il tempio del Sacro Cuore - arch. E. Collamarini Giardini Margherita - Palazzina Liberty - arch. E. Collamarini Lo chalet dei Giardini Margherita - arch. E. Collamarini - particolare Università di Bologna - Istituto di Chimica "G. Ciamician" - arch. E.... Istituto dei ciechi Francesco Cavazza - arch. E. Collamarini Uno dei disegni di E. Collamarini per l Palazzo del Credito Romagnolo in via Rizzoli - arch. E. Collamarini Tomba Salina Bolognini Amorini - E. Collamarini, G. Pacchioni, S. Montaguti -...

Approfondimenti:

Bologna anni 1930-40. Materiali d'opere e di memorie da leggere e da vedere, Bologna, Tipostampa Bolognese, 1983, pp. 17-18
La Certosa di Bologna. Un libro aperto sulla storia, Bologna, Museo civico del Risorgimento, 23 maggio - 5 luglio 2009, a cura di Roberto Martorelli, Bologna, Tipografia moderna, 2009, pp. 162-165
Eleonora Frattarolo, Edoardo Collamarini eclettico ed accademico (1864-1928), in: L'Accademia di Bologna: figure del Novecento, Bologna, Accademia di Belle Arti, 5 settembre-10 novembre 1988, a cura di Adriano Baccilieri e Silvia Evangelisti, con la collaborazione di Fabia Farneti e Dario Trento, Bologna, Nuova Alfa, 1988, pp. 226-228
Norma e arbitrio: architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950, a cura di Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti, Venezia, Marsilio, 2001, p. 388

Internet:

Treccani.it - Collamarini, Edoardo - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 26 (1982), di Giuseppe Miano http://www.treccani.it/...i_(Dizionario-Biografico)