Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1927

Raimondo Manzini direttore de "L'Avvenire d'Italia"

All'inizio del ventennio “L'Avvenire d'Italia”, giornale dei cattolici conservatori, assume un orientamento filofascista, seguendo le inclinazioni del cardinale Nasalli Rocca.

Con l'affermarsi della dittatura e del controllo di regime sulla stampa si caratterizza per il rigido confessionalismo e il disimpegno politico. Mussolini lo tiene sotto controllo in modo discreto, attraverso alcune segnalazioni alla prefettura.

Nel 1926, abbandonato da molti sostenitori e finanziatori, l' "Avvenire" si trova sull'orlo del fallimento e viene affidato dal Papa alle diocesi di Emilia, Toscana, Marche e Veneto.

Nel 1927 Raimondo Manzini (1901-1988), membro del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana e scrittore brillante, è nominato direttore. Sotto la sua guida, che proseguirà fino al 1960, il giornale diverrà il principale quotidiano cattolico nazionale.

Nel periodo badogliano avrà "un atteggiamento incerto, spesso equivoco e poco audace" (Paci), per riscattarsi durante la Resistenza.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, pp. 44-47
  • Dizionario dei bolognesi, a cura di Giancarlo Bernabei, Bologna, Santarini, 1989-1990, vol. 1., p. 21
  • Piero Paci, Il fascismo alla conquista dei giornali bolognesi. L'Avvenire d'Italia, il Resto del Carlino, i periodici, in: "La Torre della Magione", 2 (2007), pp. 2-6
  • Giampaolo Venturi, Raimondo Manzini, giornalista credente, in Dieci bolognesi del Novecento, a cura di G. Venturi, Bologna, Istituto Carlo Tincani, 2005, pp. 109-146
  • Roberto Zalambani, Novant'anni e un avvenire di speranza, in "Almanacco di Bologna" (1986), pp. 113-117