Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1923

Gino Baroncini a duello con Nello Quilici

Lo squadrista Gino Baroncini (1893-1970), acerrimo avversario di Arpinati, inizia una dura contesa personale con Filippo Naldi (1886-1972), amministratore delegato del “Resto del Carlino” e con il direttore Nello Quilici (1890-1940).

Il 27 marzo Baroncini e Quilici arrivano a battersi a duello. Il motivo della lite è spiegato da Baroncini sulle colonne de "L’Assalto": occorre un "supplemento di rivoluzione", anche con l'uso del manganello, per liberare il "Carlino" dalla cricca di affaristi che lo controllano e per farne l'organo portavoce del fascismo bolognese.

Sullo sfondo c’è anche l’aggiudicazione, anelata da Naldi, dell'appalto milionario per la costruzione della ferrovia Direttissima.

Pressati dalle intimidazioni fasciste, nel giro di alcuni mesi sia Quilici che Naldi lasceranno il giornale. Tuttavia Baroncini non godrà il frutto delle sue sopraffazioni.

Entrato in rotta Dino Grandi e Italo Balbo - potenti ras emiliani, in piena auge nell'élite del fascismo - sarà dimesso entro la fine del 1923 dalla carica di segretario della federazione bolognese.

Si impiegherà nelle Assicurazioni Generali di Trieste e diventerà il braccio destro del presidente Edgardo Morpurgo. Nonostante il suo passato di implacabile squadrista rimarrà alla guida delle Generali anche nel dopoguerra.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Dino Biondi, Il Resto del Carlino 1885-1985. Un giornale nella storia d'Italia, Bologna, Poligrafici Editoriale, 1985, p. 188
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati. Un fascista anomalo, Bologna, Il mulino, 2013, pp. 140-141
  • Claudio Lindner, Giancarlo Mazzuca, Il leone di Trieste, Milano, Sperling & Kupfer, 1990
  • Giancarlo Mazzuca, Luciano Foglietta, Sangue romagnolo. I compagni del Duce: Arpinati, Bombacci, Nanni, Bologna, Minerva, 2011, p. 177
  • Nazario Sauro Onofri, I giornali bolognesi nel ventennio fascista, Bologna, Moderna, stampa 1972, p. 96 sgg.