Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1922

La Confederazione delle Corporazioni sindacali fasciste

Nei locali della Federazione provinciale di Bologna del PNF, sotto la presidenza di Achille Starace, si svolge il convegno delle organizzazioni operaie sorte in tutta Italia per iniziativa fascista. Lo scopo è costituire un organismo unico a livello nazionale.

Primo a parlare è Dino Grandi, con un discorso sul movimento sindacale. Poi il Segretario generale del PNF Michele Bianchi avvia un animato dibattito.

Il tema principale è la dipendenza dei sindacati dal Partito. Alla visione autonomista di Edmondo Rossoni e di Grandi si contrappone quella “politica” di Bianchi e di Massimo Rocca, che risulta vincente. Si decide che i nuovi sindacati operai non possono essere apolitici, ma devono acquisire anche “veste fascista”.

La sera del 24 gennaio il convegno crea le Corporazioni nazionali, facenti capo all'Unione Federale Italiana. Vi confluiscono forze nazionaliste e fasciste, che propugnano il superamento del conflitto di classe in nome di un “superiore interesse nazionale” e la costituzione di sindacati unitari di produttori (datori di lavoro e lavoratori).

L'ordine del giorno finale è firmato da Italo Balbo, Rossoni e Gino Baroncini:

“Il Congresso nazionale sindacale di Bologna dichiara costituita la Confederazione generale dei Sindacati nazionali che raccoglierà nel suo seno tutte le attività professionali, intellettuali, manuali e tecniche che identificano il diritto alla loro elevazione morale ed economica (risultato di volontà e di capacità e non di astratte rivendicazioni) con il dovere imprescindibile dei cittadini verso la Nazione”.

Per Balbo la nascita delle corporazioni sfata la leggenda dei fascisti come lanzichenecchi "dell'egoismo sfruttatore dei ceti privilegiati".

La Confederazione eleggerà come primo segretario il ferrarese Edmondo Rossoni (1884-1965), ex socialista e sindacalista rivoluzionario passato a Mussolini e futuro ministro dell'Agricoltura all'epoca della battaglia del grano. I dirigenti verranno scelti "fra gli elementi di sicura fede fascista".

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Giorgio Alberto Chiurco, Storia della rivoluzione fascista, vol. 4: Anno 1922, Firenze, Vallecchi, 1929, pp. 32-34
  • Ferdinando Cordova, Le origini dei sindacati fascisti, 1918-1926, Scandicci, La Nuova Italia, 1990
  • Vittorio Emiliani, Libertari di Romagna. Vite di Costa, Cipriani, Borghi, Ravenna, Longo, 1995, p. 133
  • Dino Grandi, Il mio paese. Ricordi autobiografici, a cura di Renzo De Felice, Bologna, Il mulino, 1985, p. 156
  • Arrigo Marazzi, Edmondo Rossoni e Tresigallo. Contributo alla conoscenza di una città del '900 e del suo rifondatore, s.l., s.e., stampa 2008
  • Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, p. 167