Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1922

Bilancio delle violenze fasciste

Nel 1921, secondo un rapporto della Camera del Lavoro di Bologna, gli attacchi delle squadre fasciste hanno provocato 19 morti e quasi 2.000 feriti solo nella provincia. Sono state distrutte case del popolo, camere del lavoro, cooperative, leghe, circoli e sezioni socialiste.

L'assalto fascista alle strutture cooperative della provincia di Bologna segue uno schema consueto con due obiettivi: il capolega e la sede.

Sul capolega si scatenano intimidazioni e violenze fino all'uccisione e alla cacciata dal luogo di lavoro e di residenza. La sede è esposta ai vandalismi e ai saccheggi, mentre l'ente subisce il taglio dei finanziamenti, la revoca degli appalti e degli affitti.

Solo nel 1921 23 cooperative subiscono l'azione repressiva e la chiusura forzata. Quelle che non sono distrutte vengono "fascistizzate", con la nomina di nuovi amministratori.

Nel 1922 il bilancio delle violenze fasciste sarà ancora più pesante degli anni precedenti: si giungerà a vere e proprie stragi, perpetrate con l'occhio complice del governo e della forza pubblica.

Secondo un'indagine della Federcoop di Bologna del 1952, 75 cooperative saranno assaltate e sottratte ai lavoratori dalle squadre fasciste.

Secondo il Prefetto, nel settembre 1922 il fascio di Bologna conta almeno 5.000 iscritti e, nel complesso della provincia, i fascisti sono circa 20.000, metà dei quali fanno parte di squadre d'azione.

In omaggio all'azione antisocialista delle squadre di Arpinati e dei ras della provincia, Mussolini definisce Bologna "il quadrivio della rivoluzione fascista".

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Lapide che ricorda l

Approfondimenti:

  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 421
  • Antifascismo e cooperazione nella provincia di Bologna, Bologna, Federcoop, 1974, pp. 11-12
  • Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961
  • Bologna. La cooperazione, Milano, EDIT-Ambrosiana, 1990ca, p. 79 sgg.
  • Pier Paolo D'attorre, Il fascismo di Arpinati e Grandi, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1990, vol. 4.: Bologna dall'Unità alla Liberazione, p. 185
  • Paola Furlan, La cooperazione di consumo bolognese nel fascismo, in Il PNF in Emilia Romagna. Personale politico, quadri sindacali, cooperazione, a cura di Maurizio Degl'Innocenti, Paolo Pombeni, Alessandro Roveri, Milano, F. Angeli, 1988, p. 98
  • Claudia Locchi, Il socialismo sovversivo nella Bologna liberale, Bologna, Pendragon, 2012
  • Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, p. 164
  • Sven Reichardt, Camicie nere, camicie brune. Milizie fasciste in Italia e in Germania, Bologna, Il mulino, 2009, pp. 41-42, 148
  • La società attraente. Cooperazione e cultura nell'Emilia Romagna, Bologna, dicembre 1976-gennaio 1977, a cura di Franco Solmi, Bologna, Grafis, 1976, p. 444-447