Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1922

Aggressione fascista all'avv. Bergamo e arresto di Baroncini

Al termine del processo nel quale due fascisti, imputati di lesioni e porto d'armi, sono stati condannati ad alcuni mesi di carcere, l'avv. Mario Bergamo, sostenitore dell'accusa, è oggetto di un pestaggio da parte di una squadra d'azione, in cui rimane coinvolto anche il sostituto procuratore Mario Neri.

L'avv. Bergamo, repubblicano, autore di una dura requisitoria contro i metodi violenti degli squadristi, è stato uno dei fondatori del primo Fascio bolognese.

Come istigatore delle violenze, che in questo periodo dilagano nelle campagne della provincia e come mandante delle aggressioni ai pubblici funzionari ostili al fascismo, viene arrestato Gino Baroncini (1893-1970).

La Federazione provinciale fascista, di cui Baroncini è segretario, indice una grande manifestazione di protesta, coinvolgendo le squadre di Italo Balbo.

L'11 aprile, durante una visita del ministro dell'Agricoltura nel Ferrarese, Balbo minaccia, tra il serio e il faceto, di chiamare a sé migliaia di fascisti e prendere in ostaggio il ministro fino alla scarcerazione di Baroncini, ricevendo l'assicurazione che il suo fermo è solo precauzionale.

Il 30 aprile una imponente adunata a Bologna di ventimila fascisti “silenziosi operanti” suscitano l'ammirazione di Mussolini: “ancora una volta la grassa, la vecchia e la sempre adorabile Bologna insegna!”.

Baroncini potrà di lì a poco uscire dal carcere, pagando solo una multa di 500 lire.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati. Un fascista anomalo, Bologna, Il mulino, 2013, pp. 91-92
  • Emilio Gentile, E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma, Roma, Bari, GLF editori Laterza, 2012, pp. 58-59
  • Fabrizio Venafro, Il fascismo bolognese: squadrismo, suggestioni sindacali, normalizzazione, in: Fascismo e antifascismo nella Valle Padana, a cura dell'Istituto mantovano di storia contemporanea, Bologna, CLUEB, 2007, p. 15