Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1921

Spedizioni punitive e arresti contro i "sovversivi". Baroncini ras delle campagne bolognesi

Come avviene oramai da tempo, il sabato le squadre fasciste percorrono la provincia a caccia di “sovversivi”: il 5 marzo sono riconosciuti e bastonati i capilega di Monte San Pietro, di Altedo e di Praduro e Sasso.

Il mandante principale delle imprese squadriste è Gino Baroncini (1893-1970). Incolto, ma abile e astuto, il Federale non esita, secondo Dino Grandi, "ad esibire ad ogni occasione un carattere violento e un particolare coraggio". Dal suo ufficio in via Galliera partono gli ordini di bastonare gli oppositori, incendiare le camere del lavoro, indurre alle dimissioni le amministrazioni socialiste.

Baroncini fa sorgere ovunque sindacati nazionali ed acquista un potere simile a quello di Italo Balbo nel ferrarese, promettendo non solo la punizione dei "rossi", ma anche "botte agli agrari".

In diversi casi i sindacalisti di sinistra sono invece arrestati dalle forze dell'ordine, con l'accusa di boicottaggi, estorsioni, minacce e vessazioni contro gli abitanti delle campagne.

A Castel San Pietro vanno a giudizio 25 socialisti membri del "tribunale rosso", per i danni agricoli provocati nell'estate del 1920. Le estorsioni di denaro, confessate da un assessore di Pianoro, non sono un caso isolato: si sono verificate in numerosi altri comuni della provincia.

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Approfondimenti:

  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati: ascesa e caduta di un gerarca di provincia, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, p. 498
  • Pier Paolo D'attorre, Il fascismo di Arpinati e Grandi, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1990, vol. 4.: Bologna dall'Unità alla Liberazione, p. 193
  • Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 134-135