Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1921

I fatti di Sarzana

Dopo mesi di violenze, tollerate e a volte apertamente favorite dalle autorità, le squadre di combattimento trovano, per la prima volta, a Sarzana, vicino a La Spezia, l'opposizione dei rappresentanti dello stato.

Il 21 luglio circa 500 fascisti toscani, capitanati da Amerigo Dumini, occupano la stazione del paese e dichiarano ai carabinieri presenti l'intenzione di liberare, "pacificamente o con la forza", dieci camerati arrestati in Lunigiana.

Chiedono inoltre la consegna del sottufficiale, che ha preso a schiaffi il capo fascista Renato Ricci (il futuro organizzatore dei Balilla).

In breve si crea una situazione di tensione e, a un colpo di pistola, i carabinieri rispondono sparando a bruciapelo sugli squadristi, che si danno alla fuga lasciando sul terreno quattro morti e numerosi feriti.

La strage si compie nella campagna intorno a Sarzana, dove ai protagonisti della spedizione punitiva si contrappongono gruppi di Arditi del Popolo e contadini esasperati dalle violenze dei giorni precedenti. Il bilancio è di alcune decine di vittime.

In seguito a questi avvenimenti i fascisti si mobilitano in molte città. A Bologna, in accordo con gli industriali, proclamano la serrata delle fabbriche e la chiusura dei negozi come segno di protesta.

Dino Grandi dichiara a nome dei fascisti: "Noi siamo lo Stato e la Nazione". In luglio e agosto nelle roccheforti dello squadrismo sono assaltati con spedizioni punitive in grande stile le cooperative, le sedi sindacali, i luoghi di ritrovo dei socialisti. Sono uccise complessivamente più di 80 persone.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

 

Sven Reichardt, Camicie nere, camicie brune. Milizie fasciste in Italia e in Germania, Bologna, Il mulino, 2009, p. 85


Angelo Tasca, Nascita e avvento del fascismo, a cura di Sergio Soave, Scandicci, La nuova Italia, 1995, pp. 263-266