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1921

Cà di Landino: il villaggio operaio della Direttissima

Nel corso dello scavo della grande Galleria dell'Appennino (Km 18, 510), sulla linea ferroviaria Direttissima tra Firenze e Bologna, nella località Cà di Landino, vicino a Castiglione dei Pepoli, vengono costruiti due pozzi inclinati, che permettono l'accesso degli operai impegnati nel cantiere di scavo a metà circa della galleria.

Entrambe sono lunghi circa 570 metri e hanno un dislivello di circa 267 metri rispetto alla superficie esterna. Partendo dai pozzi di Cà di Landino, dal febbraio 1924 due squadre faranno avanzare il traforo verso gli imbocchi, raggiunti nel 1929.

Per il trasporto in profondità degli uomini e dei materiali di scavo sarà installata, tra Lagaro e Cà di Landino, una teleferica lunga quasi 9 Km, con 75 tralicci.

Alla base dei pozzi è costruita la singolare Stazione delle Precedenze. In un camerone lungo 150 metri trovano sede gli uffici degli addetti al movimento, il posto di blocco e un'officina.

Accanto alla galleria principale, con la linea a doppio binario, vi sono due gallerie secondarie in curva con i binari di precedenza, chiamate “banane” dai ferrovieri. Lunghi circa 448 metri, i due tronchi ricurvi confluiscono alla linea principale in due cameroni più piccoli, anch'essi illuminati come quello maggiore.

La stazione di Precedenze funzionerà fino agli anni Sessanta anche come fermata per Cà di Landino. Per uscire all'esterno, i viaggiatori saranno costretti, dopo la dismissione della funicolare utilizzata per gli scavi, a risalire i 1.863 gradini della scala ricavata in uno dei pozzi inclinati.

Il paese di Cà di Landino, a pochi chilometri da Baragazza e da Castiglione dei Pepoli, sorge come campo base per il cantiere della Direttissima: negli anni Venti e Trenta è popolato da centinaia di operai, che alloggiano in lunghe baracche di legno a un piano, più tardi ricostruite in muratura.

Dopo la fine dei lavori, nell'area sono installate colonie estive montane. Alcune di esse nel 1956 ospiteranno circa mille profughi provenienti dall'Ungheria.

Nel 2000 la frazione di Cà di Landino avrà solo una ventina di abitanti e apparirà come un paese fantasma.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Michelangelo Abatantuono, Luigi Zucchini, Ricordi di rotaie da Bologna a Prato. La grande galleria dell'Appennino compie 90 anni, Castiglione dei Pepoli, Associazione culturale Terra Nostra, Bologna, Regione Emilia-Romagna Assemblea legislativa, 2019, pp. 6, 13, 25-29, 34 (foto)
  • Giuseppe Brini, I ferrovieri sulle strade ferrate dell'Emilia-Romagna, Bologna, Dopolavoro Ferroviario di Bologna, 1979, vol. 2., pp. 347-348
  • Tiziano Costa, Bolognesi in gita fuori porta, Bologna, Costa, 2013, pp. 20-23
  • Direttissima. Milleottocentotrentasei gradini, in: "Nelle Valli Bolognesi", 21 (2014), p. 17
  • Maurizio Panconesi, La Direttissima Bologna-Firenze, con riproduzione anastatica del testo dell'ing. Enrico Marone (1935), Modena, Artestampa, 2017
  • Maurizio Panconesi, La Direttissima degli Appennini. La linea Bologna-Prato e le sue ferrovie di servizio, Cortona, Calosci, 2002, p. 36 sgg.
  • Picco e pala, la Direttissima, testimonianze e documenti della Direttissima raccolti dalla classe 2. B dell'Istituto tecnico commerciale di Castiglione dei Pepoli, anno scolastico 1983-1984, 2. ed., Monzuno, Savena Setta Sambro - Imola, Santerno, 2001, pp. 357-358
  • Luciano Righetti, La Grande Galleria della Direttissima. 80° Anniversario della sua inaugurazione (22 aprile 1934 - 22 aprile 2014), Castiglione dei Pepoli, Luciano Righetti, 2014