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1920

Non offrite il polso "alle catene bolsceviche"

Nel pieno dello sciopero agricolo, l'Associazione provinciale degli agricoltori invita i proprietari a non cedere alle proposte dalla lega socialista, offrendo “il polso alle catene bolsceviche”.

Gli agricoltori sono convinti che nessuna provincia italiana stia subendo un “maggiore strazio della legalità e del buon diritto” di quella bolognese, dove, a loro parere, si mira ad instaurare la “dittatura del proletariato”.

I proprietari lamentano l'insufficienza della forza pubblica, chiedono misure efficaci per la tutela delle “pubbliche libertà”, vogliono che il governo intervenga per lo sgombero delle tenute occupate dagli scioperanti.

Per il segretario della Camera del Lavoro la forza pubblica inteviene solo a sostegno della proprietà, provocando e umiliando la folla dei manifestanti, minacciando bagni di sangue, invocando le pallottole.

Di fronte al pericolo di “attentati alla vita, in nome della legge e della morale”, il sindacalista ritiene che sia una “legittima necessità” difendersi con ogni mezzo.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Dalla guerra al boom. Territorio, economia, società e politica nei comuni della pianura orientale bolognese, vol. 2: Mirco Dondi, Tito Menzani, Le campagne. Conflitti, strutture agrarie, associazioni, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, pp. 72-73