Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1920

L'incendio dell'edicola "rossa"

Al termine dei solenni funerali degli agenti uccisi durante gli scontri del Casermone, i fascisti assalgono le sedi del Comune e della Provincia e sparano contro il bar di Sala Borsa, considerato covo socialista, facendo un morto e tre feriti tra i passanti.

E' inoltre data alle fiamme "fra gridi festanti e applausi" (Manaresi) l'edicola-libreria, "fabbricata in ferramenta" dal Comune socialista e addossata a Palazzo d'Accursio, all'inizio di via Ugo Bassi.

Accusata di fare "propaganda sovversiva e anti-italiana" nel cuore della città, è considerata "uno sconcio" dalla borghesia bolognese. La sua distruzione riceverà commenti entusiasti: Gida Rossi, ad esempio, benedirà i giovani distruttori del "botteghino di stampa socialista".

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 222
  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 8
  • Franco Cavazza, Le agitazioni agrarie in provincia di Bologna dal 1910 al 1920, ristampa anastatica, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1994, p. 177
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 297
  • Nazario Sauro Onofri, Gli anni della dittatura (1920-1943), in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, p. 402
  • Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 234