Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1920

Assalto fascista alla Camera del Lavoro

Fascisti, nazionalisti e ex combattenti celebrano l'anniversario della Vittoria. Al mattino squadre di camicie nere percorrono la città costringendo i commercianti a non aprire i negozi. Alcuni facinorosi invadono la sede dell'Amministrazione provinciale, poi forzano il portone di Palazzo del Podestà e fanno suonare il campanone.

Nel pomeriggio, dopo la manifestazione autorizzata al Teatro Comunale, un corteo, con molti ufficiali in divisa, penetra in palazzo d'Accursio per esporre il tricolore. Intanto intorno alla piazza vengono fermate e imbandierate alcune vetture tranviarie. Ai guidatori che abbandonano il servizio per protesta si sostituiscono fascisti, che scorazzano per la città, finchè non viene interrotta l'alimentazione elettrica.

La sera un gruppo di fascisti e nazionalisti, capeggiati da Dino Zanetti e Attilio Pappalardo, assaltano a colpi di pistola la Camera del Lavoro in via D'Azeglio 43. Il segretario Ercole Bucco, in previsione di manifestazioni antisindacali, ha fatto venire da Imola un gruppo di "guardie rosse" armate, al comando dell'on. Quarantini, per difendere la sede.

Il tentativo di autodifesa cade però nel ridicolo: all'ultimo momento il segretario, terrorizzato, decide di far nascondere le armi in cantina e chiede l'intervento della polizia.

Il questore filofascista Poli - sarà definito dall'avv. Mastellari l'interprete dei patrioti bolognesi - fa perquisire i locali e, trovate le armi, fa arrestare gli occupanti socialisti, compresi i deputati presenti. Per scagionarsi, Bucco tenta di addossare alla moglie la responsabilità della presenza di bombe e rivoltelle nella sede sindacale.

Nella notte i fascisti indisturbati possono mettere a sacco i locali. L'on. Matteotti denuncerà alla Camera i fatti di Bologna, sottolineando la connivenza delle forze dell'ordine con gli assalitori.

La grave umiliazione subita nella notte tra il 4 e il 5 novembre sarà considerata l'inizio della fine del socialismo bolognese (Alberghi).

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, pp. 223-224
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, pp. 81-83, 352
  • Luigi Arbizzani, Lotte dei bolognesi dal 1922 alla Liberazione, in La Resistenza in Emilia-Romagna, numero unico della Deputazione Emilia-Romagna per la storia della Resistenza e del movimento di liberazione, Bologna, Deputazione Emilia-Romagna per la storia della Resistenza, 1966, p. 17
  • Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, pp. 140, 142-143
  • Arturo Colombi, I contadini nella lotta di Liberazione nazionale, in: Al di qua della Gengis Khan, a cura di Remigio Barbieri e Sergio Soglia, Bologna, Galileo, 1965, p. 178
  • Tiziano Costa, Bologna '900. Vita di un secolo, 2. ed., Bologna, Costa, 2008, p. 81
  • Franco Cristofori, Bologna come rideva. I giornali umoristici dal 1859 al 1924, Bologna, Cappelli, 1973, p. 351
  • Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 80
  • Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati. Un fascista anomalo, Bologna, Il mulino, 2013, pp. 53-54
  • Dalla guerra al boom. Territorio, economia, società e politica nei comuni della pianura orientale bolognese, vol. 2: Mirco Dondi, Tito Menzani, Le campagne. Conflitti, strutture agrarie, associazioni, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, p. 82
  • Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 26
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, pp. 60-62, 298
  • Fiorenza Musiani Tarozzi, Il primo e il secondo "fascio di combattimento" di Bologna nelle carte dell'archivio riservato del gabinetto di prefettura (1919-1922), Bologna, Deputazione di Storia patria, 1972
  • Nazario Sauro Onofri, Gli anni della dittatura (1920-1943), in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, pp. 404-405
  • Nazario Sauro Onofri, 1913-1922, un decennio storico per Bologna: dalla rivoluzione rossa alla reazione nera, in Bologna 1920. Le origini del fascismo, a cura di Luciano Casali, Bologna, Cappelli, 1982, p. 74 sgg.
  • Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 252 sgg.
  • Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 101-102
  • Il sindacato nel Bolognese. Le camere del lavoro di Bologna dal 1893 al 1960, a cura del Centro documentazione-archivio storico della Camera del lavoro territoriale di Bologna, Roma, Ediesse, 1988, pp. 191-192
  • Angelo Tasca, Nascita e avvento del fascismo, a cura di Sergio Soave, Scandicci, La nuova Italia, 1995, p. 241, nota 64 (E. Bucco)