Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1920

Defezioni dalla Camera del Lavoro

400 impiegati comunali si dimettono dal sindacato di sinistra, seguiti alcuni giorni dopo dalle dattilografe avventizie. All'inizio di dicembre si staccano dalla Camera del Lavoro gli impiegati del dazio, i professori fuori ruolo, gli impiegati della Provincia, i vigili urbani, i funzionari delle opere pie.

La Federazione dell'Ago invita le lavoratrici a lasciare la CdL, vista come un'organizzazione “guidata verso atteggiamenti di violenza e strage”. Una vera e propria emorragia di forze sindacali continua nelle settimane successive alla strage di Palazzo d'Accursio.

Tra l'ottobre 1920 e il gennaio 1921 circa 20.000 iscritti lasciano la CdL socialista. Intanto viene costituita la Camera sindacale del Lavoro, che si definisce apolitica e contraria alla lotta di classe e gestisce un ufficio di collocamento alternativo alla CdL presso la sede del Fascio.

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Approfondimenti:

  • Pier Paolo D'attorre, Il fascismo di Arpinati e Grandi, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1990, vol. 4.: Bologna dall'Unità alla Liberazione, p. 184
  • Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 106-109