Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1918

Si festeggia la Vittoria. Contestato il sindaco Zanardi

Appena giunta la notizia della liberazione di Trento e Trieste, nel pomeriggio del 3 novembre gli interventisti del gruppo Pro Patria invadono Palazzo d'Accursio. Dal balcone su piazza Maggiore tengono discorsi Eugenio Jacchia e il professore Luigi Silvagni.

Alla sera il sindaco Zanardi, mentre tenta assieme al generale Segato di dare la notizia ufficiale della vittoria, è vivacemente contestato al grido di "Tedesco!" e "Venduto!". I nazionalisti si recano in colonna al monumento di Garibaldi, dove proclamano l'obiettivo di cacciare i socialisti dal municipio.

Il 4 novembre tutti i bolognesi scendono per le strade. Vi sono generali manifestazioni di giubilo. Nel pomeriggio il giovane Pietro Nenni, repubblicano ed ex combattente, arringa gli studenti in piazza Maggiore.

La sera, quando Zanardi prende la parola, gli interventisti se ne vanno al grido di "Abbasso gli austriaci d'Italia!" e tengono un duro comizio antisocialista in via Indipendenza.

"Il Giornale del Mattino" denuncia che Zanardi "non sente la passione, il tormento, la gloria di essere italiano" e ne chiede le dimissioni.

Il 5 novembre i sindacati organizzano una manifestazione per la fine della guerra, con la sospensione del lavoro per alcune ore. La polizia interviene contro un assembramento davanti a una sartoria militare in via Falegnami: la proprietaria, contessa Isolani, non ha concesso lo sciopero alle sue lavoranti.

Per rappresaglia contro la "ragazzaglia socialista" i nazionalisti, guidati dal tenente degli Arditi Dino Zanetti, tentano di dare l'assalto alla Camera del Lavoro di via Cavaliera, definita "Camera dell'Ozio", dove Zanardi sta parlando davanti a un migliaio di persone.

Gli scontri tra socialisti e manifestanti patriottici sono rimandati a poco più tardi in piazza Maggiore, dove la polizia effettua una trentina di arresti. Sotto il portico del Podestà il "farmacista sindaco" è assalito da un gruppo di nazionalisti e colpito da "pugni solidissimi", prima di essere scortato in municipio da un capitano dei carabinieri (secondo altra versione non si arriva allo scontro fisico).

Nel tardo pomeriggio si svolge per le strade del centro una grande manifestazione patriottica, con la presenza di Arditi armati di bombe a mano e "deliberati ad ogni eccesso". Si contesta ancora Zanardi al grido di "Dimissioni, dimissioni". Pietro Nenni, Giulio Giordani  e Paolo Meschia tengono infuocati discorsi in via Indipendenza, davanti al monumento a Garibaldi. E' approvato un ordine del giorno, subito fatto proprio dalla Pro Patria, in cui si chiede lo scioglimento del Consiglio comunale.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Bollettino della Vittoria - Medicina (BO) - opera di Pasquale Rizzoli - 1927 Bollettino della Vittoria - Medicina (BO) - particolare Bollettino della Vittoria - Medicina (BO) - particolare

Approfondimenti:

Enrico Bassi, Nazario Sauro Onofri, Francesco Zanardi il sindaco del pane, Bologna, La squilla, 1976, pp. 113-114


Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 85


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Francesco Zanardi. Un socialista a Palazzo d'Accursio, introduzione di Aldo Borgonzoni e Romeo Forni, Bologna, Edizioni Senza nome - AICS, stampa 1992, p. 22


Luigi Martini, Cgil. Le sedi. Le rosse architetture, Roma, Ediesse, 2010, pp. 125-126


Gaetano Miti, Bologna il comune bottegaio: dai negozi di Zanardi all'Ente dei Consumi, Bologna, Patron, 2015, p. 30


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Pane e alfabeto. Francesco Zanardi sindaco socialista di Bologna (1914-1919), a cura di Marco Poli, Bologna, Costa, 2014, pp. 123-125, 150


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Il sindacato nel Bolognese. Le camere del lavoro di Bologna dal 1893 al 1960, a cura del Centro documentazione-archivio storico della Camera del lavoro territoriale di Bologna, Roma, Ediesse, 1988, p. 170 (cita il 3 e 5 novembre)