Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1915

L'opera dell'Istituto Ortopedico Rizzoli e dell'Officina Protesi a favore dei mutilati di guerra

Durante tutta la guerra l'Istituto Ortopedico Rizzoli compie ogni sforzo per poter ospitare i feriti e i mutilati che giungono numerosi dal fronte. Tutti gli spazi disponibili, compresi la biblioteca e l'ex refettorio dei monaci, sono trasformati in sale di degenza.

Il coro notturno diviene scuola per infermieri, le antiche scuderie una sala di ginnastica. Viene anche costruito un nuovo padiglione nello spazio antistante l'ingresso principale, che porta la capienza complessiva dell'ospedale a 500 posti letto.

La villa Favorita, già residenza del console tedesco, è destinata a ospitare gli ufficiali convalescenti. Il personale del Rizzoli viene in parte militarizzato e molti medici sono richiamati al fronte.

Quelli che rimangono sono costretti a lavorare, con scarsi mezzi, su migliaia di pazienti. C'è solo abbondanza di ipoclorito di sodio, con il quale piaghe e cancrene sono dominate, attraverso continui lavaggi.

Il professor Vittorio Putti, direttore dell'Istituto, affida al dott. Francesco Delitala l'organizzazione e la conduzione delle Officine Ortopediche, che occupano alcuni locali del sotterraneo e del piano terra.

Qui vengono costruiti gli arti artificiali di migliaia di mutilati (al termine della guerra si calcolano più di 8.000 protesi e 6.000 paia di scarpe speciali). Si tratta di manufatti razionali e funzionali, ma anche validi esteticamente, grazie all'opera di Augusto Fusaroli, valente artigiano, al quale si devono anche la biblioteca e lo studio di Putti (1924-1925).

Durante il conflitto l'Officina Nazionale di Protesi è il maggior centro di produzione italiano di apparecchi per mutilati e strumenti chirurgici, creati in collaborazione con la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri.

Tra il 1915 e il 1920 produrrà oltre 8.500 protesi, 6.000 scarpe speciali, 2.200 apparecchi ortopedici. Nel 1919 il Rizzoli otterrà dalla Direzione militare di Artiglieria tre capannoni, tra la via San Mamolo e la via Panoramica, che permetteranno lo sviluppo delle Officine.

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Approfondimenti:

  • Raffaele A. Bernabeo, Giovan Battista Porcheddu, L'Officina ortopedica, in L'Istituto Rizzoli in San Michele in Bosco. Il patrimonio artistico del monastero e vicende storiche di cento anni di chirurgia ortopedica, a cura di Alfredo Cioni, Anna Maria Bertoli Barsotti, Bologna, IOR, 1996, pp. 242-249
  • Fabio Degli Esposti, La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918), Milano, Edizioni Unicopli, 2017, pp. 191-192, 198-200
  • Grande guerra e costruzione della memoria. L'Esposizione Nazionale della Guerra del 1918 a Bologna, a cura di Elena Rossoni con la collaborazione di Sonja Moceri, Bologna, Compositori, 2009, pp. 34-35, 75-79
  • L'Istituto Rizzoli in San Michele in Bosco. Il patrimonio artistico del monastero e vicende storiche di cento anni di chirurgia ortopedica, a cura di Alfredo Cioni, Anna Maria Bertoli Barsotti, Bologna, IOR, 1996, pp. 128-130
  • Il monastero di San Michele in Bosco e l'Istituto Ortopedico Rizzoli. Guida storico artistica, Bologna, Pendragon, 2006, pp. 46-47
  • Elisa Montanari, Sant'Isaia 90. Cent'anni di follia a Bologna, Bologna, Pendragon, 2015, p. 75
  • Mario Paltrinieri, La storia dell'Istituto Ortopedico Rizzoli a cento anni dalla morte del suo fondatore, in "Strenna storica bolognese", 1979, pp. 281-297
  • Rossano Pancaldi, La prima guerra mondiale a Bologna, in: "Il pensiero mazziniano", 2 (2017), p. 134
  • Giancarlo Roversi, Cenni storici sull'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, in id., San Michele in Bosco. Bologna, Bologna, Poligrafici Il Resto del Carlino, 1966, p. 32
  • Giancarlo Roversi, Il Centenario dell'Istituto Ortopedico Rizzoli, 1896-1996, in "Bologna ieri, oggi, domani", 6 (1996), pp. 25-27
  • San Michele in Bosco, a cura di Renzo Renzi, Bologna, Ed. L. Parma, 1971, p. 274, 277 (foto), 344, 350-359 (foto), 380-382 (Officine Rizzoli con foto)
  • Storia di Italo. Bologna 1914 - Monte Grappa 1918, a cura di Valeria Roncuzzi, Argelato, Minerva, 2015, pp. 41-42