Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1914

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La Clinica Pediatrica Gozzadini e la Clinica Oculistica al Sant'Orsola

Tra il 1911 e il 1914 sono edificate la Clinica Pediatrica (istituita nel 1899) e la Clinica Oculistica dell'Ospedale Sant'Orsola.
Durante la guerra 1915-18 saranno utilizzate per il ricovero e la cura di circa 21.000 militari feriti. Quelli della clinica pediatrica, abbondantemente ingessati agli arti superiori, saranno chiamati dai nazionalisti “gli aeroplani del Gozzadini” . Solo al termine del conflitto (1923) le due strutture diventeranno cliniche universitarie.
Il padiglione d'ingresso dell'ospedale pediatrico, destinato alla cura dei bambini fino a 12 anni, “purchè bolognesi” , è completato nel 1913 grazie a una donazione - molto costrastata dagli eredi - della contessa Gozzadina Gozzadini (1855-1899) e del consorte conte Zucchini.
E' progettato da Leonida Bertolazzi (1852-1913), autore anche del nuovo padiglione del S.Orsola su viale Hercolani, e decorato con motivi liberty da Alfonso Borghesani (1882-1964). Nel decennio 1925-35 verranno costruite la clinica Medica e quella Ostetrica - Ginecologica.

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Notti Lapponi ai Giardini Margherita

Durante alcune sere invernali, tra le 20 e le 23, si tengono sul laghetto dei Giardini Margherita le Notti Lapponi , insolite feste sul ghiaccio alla luce delle lampade di acetilene e delle “pietre di luna” (blocchi di selenite cavati dalle vicine colline) che circondano e adornano lo specchio d'acqua.
Lo Skating Club bolognese ha da tempo ottenuto il permesso di usare il laghetto ghiacciato e la polizia si impegna a tenere lontano coloro che importunano i soci pattinatori. Il pattinaggio invernale ai Giardini sarà consuetudine almeno fino agli anni Quaranta: sulle sponde verrà montata persino una tribuna di legno per gli spettatori.

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Gli atleti bolognesi dominano gli Assoluti a Milano

Ai campionati assoluti di atletica, che si tengono sul campo dell' Unione Sportiva Milanese , gli atleti bolognesi, tutti della Virtus, la fanno da padroni, conquistando 11 titoli.
Tra i record raggiunti, quelli del giavellotto, del disco e del "getto della pietra" , disciplina in seguito scomparsa.

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La libreria e casa editrice Cappelli

Licinio Cappelli (1864-1952), editore a Rocca San Casciano, capoluogo della Romagna toscana, dopo essere entrato in società con Luigi Beltrami per la conduzione della Libreria Fratelli Treves di via Farini, trasferisce nel 1914 a Bologna anche la sede della casa editrice, nonché gli uffici amministrativi e il magazzino.
In quell'anno ottiene il brevetto della Real Casa Savoia. Di lì a poco entra nella complessa vicenda della Zanichelli, rilevando per alcuni anni il marchio dell’editore carducciano.
Tra le imprese editoriali di Cappelli vi sono: l'opera omnia di Alfredo Oriani, curata da Benito Mussolini, l'edizione critica di Leopardi e quella nazionale di Garibaldi, oltre che stampe di Vincenzo Cardarelli, Manara Valgimigli e Concetto Marchesi.
Durante il fascismo Licinio ricoprirà la carica di Podestà di Rocca San Casciano (1932-1938). Il figlio Carlo Alberto sarà sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Arena di Verona.
La libreria all'angolo tra piazza Galvani e via Farini sarà frequentata da Pier Paolo Pasolini negli anni bolognesi, assieme agli amici scrittori Sergio Telmon, Francesco Leonetti, Roberto Roversi, Giovanna Bemporad, Luciano Serra.

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Il Gimnasium Pugilistico

Il pugile fiorentino Mario Cecchini giunge a Bologna dall'America, dove ha imparato e insegnato la Noble Art , per creare un Gimnasium Pugilistico .
Poco dopo gli succederà Gino Golfieri, un peso mosca di un certo livello, che per vent'anni sarà il vero maestro dei pugili bolognesi, quali Blasi, Badiali, Rossini e molti altri.
Oltre che istruttore, Golfieri sarà un apprezzato arbitro e dirigente della boxe locale.

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Adolfo Busi espone a San Francisco

Il pittore Adolfo Busi (1891-1977), nato a Faenza, ma da tempo operante a Bologna, partecipa all'Esposizione internazionale di S. Francisco, dove ottiene una medaglia d'argento e l'acquisto dell'opera da parte della Fondazione Carnegie.
Nello stesso anno espone a Bologna all'hotel Baglioni e nel 1915 alla mostra dell'Associazione "Francesco Francia" in Palazzo Bentivoglio. Oltre che come pittore, raggiungerà una buona fama anche come incisore, illustratore di favole e disegnatore di affiches, collaborando con lo Stabilimento Tipolitografìco Chappuis.
Nel 1928 e nel 1929 un suo manifesto vincerà il Concorso Nazionale promosso per pubblicizzare la Battaglia del Grano . Dal 1932 continuerà la sua carriera di cartellonista a Milano. Sue opere saranno presenti in diverse mostre d'arte in Italia e all'estero fino agli anni Settanta.

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Capodanno wagneriano con il Parsifal

Bologna conferma la sua vocazione wagneriana con la prima rappresentazione mondiale fuori da Bayreuth di Parsifal , il 1° gennaio 1914.
Scaduta la clausola del testamento, che vincolava per trent'anni l'opera al solo Festspielhaus di Bayreuth, il Comunale batte i teatri italiani ed europei concorrenti - in particolare il Costanzi di Roma, che ha l'opera in programma lo stesso giorno - con una rappresentazione alle tre del pomeriggio.
Tra i cantanti, protagonista assoluto è il tenore centese Giuseppe Borgatti. Il successo del "poema della rinunzia e della redenzione" è grandissimo: "Le grandi rimbombanti campane del Moinsalvato" , scrive il critico del "Resto del Carlino", "hanno mescolato finalmente il loro fremito cupo al bronzeo fremito delle nostre campane" senza creare dissonanze.

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Rubata una pisside in Santo Stefano

Una pisside d'oro, contenente ostie consacrate, è rubata il 4 gennaio nella chiesa della Trinità del santuario di Santo Stefano. Una di esse sarà ritrovata da un muratore in via Caldarese, altre in una legnaia della stessa strada.
Saranno raccolte e riportate nella chiesa, con solenne cerimonia, dal cardinale Arcivescovo Francesco Battaglini. Il colpevole del furto non sarà mai trovato.

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Conferenza di Marinetti e serata futurista

Filippo Tommaso Marinetti tiene una conferenza all'Università. Nella severa aula di antropologia il leader del futurismo parla dei danni della cultura umanistica e della necessità di formare tecnici invece che sapienti. Quindi attacca "la dittatura dei Croce e degli Olivo" e si scaglia contro la scuola "dove non si insegna altra scienza che la scienza di scavalcare gli esami" .
Lo studente fiorentino Aldo Fortuna, amico e sodale del poeta triestino Umberto Saba - residente in questi anni a Bologna - lancia una palla di neve nel tubino di Marinetti che arringa gli studenti, "ritto sul pozzo del cortile" di Palazzo Poggi: il tiro fa centro e subito si scatena un putiferio.
La sera al teatro del Corso lo stato maggiore futurista, di cui fanno parte Carrà, Boccioni, Balilla Pratella e Russolo, tenta di mettere in scena una sintesi dal titolo Elettricità . La rappresentazione viene interrotta dalle intemperanze del pubblico, compreso il proverbiale lancio di ortaggi, una continua e densa pioggia "floreo-vegeto-minerale" .
L'epilogo della giornata si ha al Caffè San Pietro in via Indipendenza, dove Marinetti è aggredito da un "passatista": ne segue un parapiglia generale, con grande strage "nel campo dei bicchieri, delle tazze, dei piatti e delle sedie" e molti clienti che se ne vanno senza pagare.

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Palazzo Ronzani, il "Modernissimo"

L'architetto Gualtiero Pontoni (1871-1941) è autore del palazzo di Alessandro Ronzani, noto industriale della birra di Casalecchio.
Il progetto definitivo del "palazzone" - così definito dallo stesso Pontoni - è stato approvato il 29 dicembre 1912. L'imponente costruzione, completata tra il 1913 e il 1915, si trova all'angolo tra la nuova via Rizzoli e piazza Re Enzo. E' uno dei palazzi più visibili e discussi della città, una gigantesca "macchina per affari" alla moda (Monari).
Occupa l'isolato di fronte al Palazzo del Capitano del Popolo, ricavato dalla demolizione di una parte del Mercato di Mezzo. Sono scomparsi l'antico palazzo Lambertini, costruito nel XVI secolo su progetto di Baldassarre Peruzzi, e il sistema dei voltoni del mercato antico, edifici medievali, resti di torri.
Si tratta di uno dei primi edifici in cemento armato, in stile eclettico. Per l'architetto Collamarini ha l'aspetto di "un croccante fortemente indigesto" .
L'esterno è ornato da altorilievi in ceramica di Arturo Colombarini (1871-1940), mentre le decorazioni all'interno sono affidate a Roberto Franzoni (1882-1960), uno dei maggiori esponenti del liberty locale. L'elegante tettoia dei tram in ferro battuto su via Rizzoli è opera di Umberto Costanzini (1897-1968), il progettista del Littoriale.
Il nuovo palazzo ospita un albergo, appartamenti, circoli, magazzini e negozi. Nei sotterranei è aperto un grande caffè-cinema-teatro, una novità nell'edilizia cittadina.
Nel 1931 l'Assessore all'edilizia risponderà a chi alcuni anni prima aveva definito lo sventramento del Mercato di Mezzo un atto vandalico, affermando che "nulla, proprio nulla di quello che fu demolito meritava di essere conservato" .

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Teatro sintetico futurista

Il teatro del Corso ospita il primo esperimento a Bologna di teatro futurista. Filippo Tommaso Marinetti, Emilio Settimelli e Bruno Corradini Ginanni sono autori del Teatro sintetico , recitato dagli attori della Compagnia Berti.
Tra le brevi scene rappresentate ci sono Le basi , con il sipario alzato quel tanto che basta per far vedere i piedi dei personaggi, Verso la conquista dell'amore e Simultaneità , che prevede lo svolgimento di più azioni allo stesso tempo.
Il teatro è disertato dagli spettatori abituali ed è popolato invece, fin sul loggione, di studenti, che poco dopo l'inizio della rappresentazione prendono a lanciare urla e fischi (e poi anche ortaggi fradici) verso gli attori in platea. Lo spettacolo prosegue fino alla fine in un clima di "generale epilessia" .

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Solenne cazzottatura durante un comizio nazionalista

Al Liceo musicale di Bologna si tiene una conferenza di Enrico Corradini (1865-1931) dal titolo Lotta di classe e lotta internazionale .
L'esponente nazionalista viene disturbato da alcuni elementi provocatori di sinistra. Ne nasce una "solenne cazzottatura" .

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Le Messaggerie italiane

Giulio Calabi (1884-1966), avvocato trevigiano di famiglia ebrea, costituisce il via dei Foscherari, assieme al fratello Ferruccio, la Società generale delle Messaggerie italiane di giornali, riviste e libri (Messita), prendendo come modello la francese Messaggeries Hachette, che nel 1912 ha creato un servizio di import-export della stampa periodica.
Già nel 1915 la Società, impegnata nella compravendita, commercio e distribuzione dei libri, avrà numerose filiali in Italia e corrispondenti in vari paesi europei e in Sudamerica, ponendosi come indispensabile raccordo tra gli editori e le librerie.
Nel 1919 Calabi si assocerà all'editore fiorentino Bemporad, costituendo la Lir (Librerie italiane riunite) per la gestione diretta di una catena di librerie, tra le quali la libreria Bemporad e quella dell'Antiquariato, ubicate a Bologna.
Nel 1922 Messaggerie pubblicherà il Catalogo dei cataloghi del libro italiano , repertorio analitico della produzione editoriale italiana, aggiornato fino al 1932. Quando nel 1938, con l'introduzione delle leggi razziali, la famiglia Calabi sarà costretta a riparare all'estero, la società sarà rilevata da Umberto Mauri e nel dopoguerra trasferirà la sua sede a Milano.

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Eleonora Duse al Teatro "Duse"

Nel marzo Eleonora Duse (1858-1924) recita nel teatro a lei dedicato in due edizioni della Donna del Mare di Ibsen e della Porta chiusa di Mario Praga.
Al suo ingresso in scena, il 4 marzo, l'attrice è accolta da una vera e propria ovazione, la più lunga mai tributata nei teatri bolognesi. Nel dicembre il "Duse" ospiterà Sarah Bernhardt (1844-1923), un'altra grande diva delle scene.

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Mostra di Morandi e altri pittori secessionisti all'hotel Baglioni

Il pittore Giorgio Morandi e gli amici Osvaldo Licini, Severo Pozzati, Giacomo Vespignani e Mario Bacchelli - tutti allievi dell'Accademia di Belle Arti - espongono nei sotterranei dell'Hotel Baglioni.
Aperta per un solo giorno, tra il 21 e il 22 marzo, la mostra è organizzata sotto l'egida del futurismo, benchè nessuno degli artisti espositori si dichiari tale. E' comunque visitata con interesse da Marinetti, Carrà e Boccioni.
Verrà in seguito poi considerata dalla critica come momento cruciale dello sviluppo artistico italiano.

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Massoneria e socialismo sono incompatibili

Il Congresso nazionale socialista di Ancona stabilisce l'incompatibilità tra l'iscizione al partito e l'adesione alla massoneria.
A Bologna escono dalla massoneria alcuni esponenti socialisti, tra cui Genunzio Bentini, Oreste Vancini e Mario Longhena, mentre altri dichiarano pubblicamente di rimanere fedeli all'Ordine.
Di fronte alle ripetute accuse di collusione con la massoneria, Francesco Zanardi dichiarerà la propria contrarietà "a tutte le forme che non hanno il libero, doveroso controllo della pubblica opinione".

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La sala dei bolognesi alla II Secessione romana

Il Consiglio Direttivo della II Secessione romana decide di dare spazio a gruppi locali e affida l'allestimento agli artisti stessi. Per Bologna vengono proposti 14 pittori e 28 opere. Tra essi Protti, Fioresi, Pizzirani e Scandellari e, per la prima volta, Giorgio Morandi, con uno studio dal titolo Nevicata .
Quasi tutti gli artisti fanno parte di una schiera, che rifiuta il decorativismo della scuola di Rubbiani e si affida a un verismo originato dall'esperienza dei macchiaioli e degli impressionisti francesi. In un articolo sull'"Avvenire d'Italia", Sebastiano Sani sottolinea la sincerità, la genialità e l'estro di questi giovani, che si pongono con coraggio fuori dai circuiti commerciali.

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Il Giro di Romagna passa da Bologna

Il Club Sportivo Romagnolo chiede al comune di Bologna l'autorizzazione per l'attraversamento della città in occasione del quinto giro ciclistico della Romagna, gara internazionale per professionisti, con partenza e arrivo a Lugo.
Dopo aver toccato Bologna, i ciclisti percorrono la via Emilia fino a Santarcangelo di Romagna, salgono a Verrucchio e a San Marino e quindi, da Cattolica, costeggiano l'Adriatico fino a Ravenna, per terminare sulla strada San Vitale.
Sono previsti tre controlli a firma - a Bologna, San Marino e Cattolica - e tre rifornimenti fissi. Nel Comitato d'onore della gara vi sono molti personaggi illustri: dal deputato socialista Alberto Calda, ai senatori Cavazza e Ciamician, dal poeta Olindo Guerrini, console del Touring Club, al tenente aviatore Francesco Baracca.
Il Giro sarà vinto dal ferrarese Giovanni Cervi (1886-1977), che, dopo una lunga fuga, batterà in volata il favorito Costante Girardengo, impiegando circa dodici ore a completare il percorso.

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Esibizione aerea di Romolo Manissero

Il 21 aprile è prevista una esibizione di volo del pilota piemontese Romolo Manissero (1881-1951). Mezza Bologna si ferma a guardare, affollando l'ippodromo Zappoli e radunandosi sulle colline: all'Osservanza, a San Michele in Bosco, a San Luca.
In città ogni attività è sospesa e i negozi sono deserti. Per la sorpresa causata dall'insolito apparecchio si hanno anche alcuni incidenti stradali. Un tram tampona una Italia “nuova fiammante” .
Assistito dall'impresario Martorelli e da un meccanico, il monoplano di Manissero si alza a fatica dal lato nord dell'ippodromo, dopo avere attraversato a balzelloni il lungo prato, tra gli urli e gli applausi della folla.

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Si cerca un'intesa elettorale contro il "virus socialista"

Di fronte alla decisione dei socialisti - in particolare della corrente riformista di Francesco Zanardi - di presentare una lista di maggioranza alle elezioni amministrative, i partiti costituzionali cominciano a ipotizzare accordi per impedirne la vittoria.
“L'Avvenire d'Italia”, organo dei cattolici, auspica “un'intesa su larga base” dei gruppi moderati, per “operare insieme una difesa efficace contro l'assalto socialista” .
Il 27 maggio l' Associazione Nazionalista, dal proprio congresso provinciale, lancia ai liberali, tra loro profondamente divisi, un invito di collaborazione “sincera”.
L'incarico di compilare le liste elettorali è dato a una commissione di illustri esponenti liberali: Enrico Pini, Giuseppe Tanari e Alberto Dallolio, che però non riescono a trovare un'intesa tra i vari gruppi.
Il 17 giugno i cattolici dell'Associazione Elettorale presentano propri candidati, seguiti subito dopo dall'Associazione Liberale e dai radicali guidati da Pietro Albertoni e Luigi Silvagni.
Il “nodo della concordia”, che porterà a una lista unica in funzione antisocialista, con l'astensione dell'Unione Liberale, sarà stretto il 24 giugno grazie all'intervento di un comitato di commercianti e industriali.

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La rivalità tra i due Ermete

Nel maggio 1913 l'attore Ermete Novelli chiede all'amico Testoni il permesso di recitare Il cardinale Lambertini e lo spettacolo debutta nel gennaio 1914 al Teatro del Corso.
Si accende la rivalità con Ermete Zacconi, protagonista di centinaia di repliche della commedia. Nel giugno 1914 i due Ermete recitano il Lambertini nelle stesse sere in due diversi teatri a Roma e intanto polemizzano tra loro sulle pagine de "La Tribuna" sulla primogenitura del capolavoro testoniano.

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Comizio contro la guerra

Il 2 giugno nella palestra della Virtus in Santa Lucia si tiene il primo comizio socialista contro la guerra.

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Il vergatese Calzolari vince il Giro d'Italia

Alfonso Calzolari (1887-1983), ciclista professionista originario di Vergato, vince il Giro d'Italia, precedendo di quasi due ore Pierino Albini, dopo aver trionfato anche nella frazione da Cuneo a Lucca. E' il primo emiliano a conquistare la corsa rosa.
Questa edizione del Giro, la prima con classifica basata sul tempo effettivo, è particolarmente impegnativa e rocambolesca. Registra il maggior distacco di sempre tra primo e secondo (quasi due ore) e comprende anche la tappa più lunga della sua storia, la Lucca-Roma di 430 chilometri, vinta da Costante Girardengo.
Tra le vittorie in carriera di Calzolari è da segnalare anche l'edizione 1913 del Giro dell'Emilia.

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La Settimana Rossa

Durante la Settimana Rossa, una rivolta che infiamma la Romagna e le Marche, a seguito dell'uccisione ad Ancona di tre manifestanti di sinistra, a Bologna è proclamato lo sciopero generale, al quale partecipano le camere del lavoro, i partiti socialista e repubblicano e gli anarchici.
Nella notte tra l'8 e il 9 giugno un petardo, scoppiato nel sottopassaggio della ferrovia a Porta Lame, dà il segnale di inizio dello sciopero. Al mattino un migliaio di scioperanti tentano di forzare i cancelli della Manifattura Tabacchi per costringere gli operai ad uscire.
Nel primo pomeriggio sono sospese le corse dei tram: grossi macigni sono posti sui binari per impedire le poche corse fatte dai "crumiri", mentre la ferrovia Porrettana è bloccata tra Borgo Panigale e Casalecchio da travi messe sulla linea.
In piazza VIII Agosto si radunano diecimila lavoratori. Parlano l'anarchica Maria Rygier, Demos Altobelli, il segretario dell'USI Armando Borghi, il socialista Genunzio Bentini e Argentina Altobelli per la Federterra.
Al termine un lungo corteo si snoda verso il centro. Alcune vetrine vanno in frantumi, così come le finestre del palazzo delle Poste in piazza Minghetti.
Il "Resto del Carlino" porrà in rilievo le gesta di "teppistelli", che prendono a sassate la redazione del giornale. Gli scontri più cruenti tra manifestanti e forza pubblica si hanno in via Indipendenza.
Intanto in piazza Maggiore l'ex sindaco liberale Giuseppe Tanari guida una contro-manifestazione contro il "pericolo rosso" e propone alla "teppa dorée" , la caccia al socialista.
Nei giorni seguenti staffette cicliste vengono inviate in provincia per estendere l'agitazione. Il 9 giugno a Imola sono incendiati il palazzo della Pretura e la stazione, occupata dai manifestanti e sono devastate le linee telegrafiche.
Per impedire il trasferimento delle truppe da Bologna verso Ancona è divelto un tratto di binari. Nelle strade della cittadina si innalzano barricate. Da Imola il moto si propaga lungo la via Emilia: una dopo l'altra si incendiano tutte le città, fino a Rimini.
Il 10 giugno scioperi e agitazioni sono segnalate a Molinella, Minerbio, Crevalcore, Budrio. Vi prendono parte oratori socialisti e anarchici come Massarenti, Borghi, Lizzoni.
Tumulti di popolo si hanno a Corticella e a San Giovanni in Persiceto, con oltre cento arresti tra i dimostranti.
A Bologna si accendono tumulti e scontri tra scioperanti contrari alla guerra di Libia e gruppi di nazionalisti. Tra i denunciati per incitamento alla lotta armata vi è il futuro sindaco socialista Francesco Zanardi.
Intanto anche in parlamento i deputati bolognesi disputano duramente: il nazionalista Federzoni contro il socialista Bentini.
Dopo tre giorni di tumulti gli Agrari organizzano pattuglioni di cittadini, che affancano la polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico.
Anche dopo l'ordine di cessazione dello sciopero generale da parte della C.G.d.L., continuano a confluire manifestanti dalle campagne, mentre in provincia si tengono comizi. I ferrovieri torneranno al lavoro solo il 14 giugno, senza ottenere garanzie contro eventuali rappresaglie.
Esaurita la protesta, rimarrà nella borghesia cittadina una sensazione di timore nei confronti dei socialisti, definiti dalla contessa Lina Bianconcini, moglie dell'on. Cavazza, "i più gran mascalzoni che esistano al mondo" .

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La "grande armata dei bottegai"

Dopo l'appello lanciato in Sala Borsa il 19 giugno dai bottegai e dagli industriali bolognesi, per la costituzione di un blocco antisocialista in occasione delle imminenti elezioni amministerative, la sera del 21 giugno si riuniscono le assemblee dei gruppi politici di destra: Associazione Liberale, Partito Nazionalista, Circolo Popolare, Unione Liberale.
Il 24 giugno è formata una Lista costituzionale di candidati. Nasce la "grande armata dei bottegai" . Il programma elettorale è formulato dall'ex sindaco conservatore Tanari.

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La vittoria del "gregge proletario"

Nelle elezioni amministrative del 28 giugno - lo stesso giorno dell'attentato a Sarajevo, che scatenerà la prima guerra mondiale - la vittoria è dei socialisti, che precedono di mille voti i clerico-moderati (12.689 voti contro 11.370).
Francesco Zanardi è eletto sindaco, col maggiore consenso mai riportato da un amministratore bolognese. Il Psi ottiene, grazie al sistema elettorale di tipo maggioritario, 48 seggi su 60.
E' la vittoria di quelli che "Il Resto del Carlino" definisce "i nuovi barbari" . "L'Avvenire d'Italia" registra con preoccupazione lo storico evento: "Bologna dotta, liberale e turrita sotto l'egemonia della Camera del lavoro e dell'analfabetismo" . Il quotidiano cattolico ironizza sulla bassa estrazione degli eletti: "La teppa comanda. Prova dell'alfabeto a 14 consiglieri" .
Il 30 giugno i festeggiamenti per la vittoria socialista sono descritti con toni scandalistici: uno spettacolo "indecoroso" , nauseante "per le persone beneducate" , "una gazzarra che farebbe disonore al più remoto paese del continente selvaggio" .
Il nazionalista Dino Zanetti si proclama contrario all'ingresso della “feccia della città” nel consiglio comunale, conosciuto in precedenza per l' “impeccabile dignità nei costumi e nella elevazione del dibattito” .
A queste elezioni per la prima volta i socialisti conquistano la maggioranza anche nell’Amministrazione provinciale (31 seggi su 50). Il deputato Genunzio Bentini diviene presidente della Provincia.

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Il circuito dell'Appennino Emiliano

Il Moto Club Bologna , presieduto da Guido Ruata, organizza il primo Circuito dell'Appennino Emiliano , gara su strada per motociclette. L'itinerario parte da Casalecchio e si inoltra nella valle del Reno. Dopo Lizzano in Belvedere attraversa il confine modenese e scende a Pavullo e Bazzano, per tornare al punto di partenza.
Per la prima volta in Emilia si svolge una manifestazione motoristica di livello nazionale. Partecipano tutte le maggiori case di motociclette italiane e estere. Ai premi stabiliti dal Moto Club si sommano quelli di svariati enti e “spiccate personalità” . La gara è vinta da Federico della Ferrera (1887-1965), su moto costruita in proprio, nella Fabbrica di Motocicli Fratelli Della Ferrera .

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La prima amministrazione socialista

La prima amministrazione socialista entra a Palazzo d'Accursio il 15 luglio. Il Consiglio comunale elegge sindaco Francesco Zanardi (1873-1954), con 47 voti a favore e 11 schede bianche.
Il "fabbricator di pillole" - Zanardi è laureato in farmacia e ha avviato a Bologna una piccola azienda di medicinali - assume la carica "in nome del popolo" e non "di Sua Maestà il Re" .
Sarà ricordato come il "sindaco del pane" , per la sua opera di difesa dei ceti popolari e per la sua politica di contenimento dei prezzi al consumo negli anni della guerra.

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La qualità del pane deve migliorare

Agenti del Comune entrano nei forni cittadini e si fanno consegnare un pezzo di pane crudo per sottoporlo ad analisi chimica. I risultati degli esami effettuati dimostrano la qualità scadente del pane, venduto comunque a prezzo troppo elevato.
Mantenendo invariato il prezzo, il Comune impone, tra le proteste dei fornai, un miglioramento della qualità. L'azione di Zanardi, rivolta al mezzo fondamentale di sostentamento del popolo, ha forte valore simbolico:
"Fra i prodotti che debbono essere sottratti a ogni speculazione" - afferma il sindaco socialista - "mettiamo in prima linea il pane quotidiano" . E' necessario che il pane "sia distribuito a tutti sano, igienico e abbondante" .

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Costituzione della Società di nuoto Rari Nantes Emilia

Il 30 luglio presso l'Albergo del Cappello in via de Fusari alcuni componenti della Società Militari R. Marina in congedo tengono la prima riunione di costituzione della sezione Rari Nantes Emilia , per l'incremento del nuoto.
L'attività prevede esercitazioni di nuoto e salvataggio in acqua, gite, gare nazionali e internazionali. Le iscrizioni sono aperte per ragazzi di sedici anni, e comunque di età non inferiore ai dodici.
La giornata "di incoraggiamento" avviene il 4 ottobre successivo nella vasca natatoria di via Milazzo, gentilmente concessa dal Comune.
Si svolgono gare di tiro della corda, con o senza salvagente, di "recupero o salvataggio di un pericolante" , gare di velocità sulla distanza di 200 metri.
Fuori programma si svolge una partita di Water-polo (o pallanuoto), con la partecipazione di campioni della Rari Nantes nazionale.

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Un coordinamento tra i sindaci contro il carovita e la disoccupazione

Su iniziativa di Francesco Zanardi è attuato un primo coordinamento tra i sindaci della provincia di Bologna. In agosto è convocata una riunione per decidere una serie di provvedimenti

“per scongiurare i gravi effetti del rincaro dei generi alimentari e della disoccupazione in conseguenza dello stato bellico internazionale”.

Le iniziative per l'approvigionamento alimentare non si faranno attendere: nei comuni della provincia - a volte anche in quelli a guida non socialista - saranno acquistate scorte di farina e aperti spacci per la vendita di generi di prima necessità a prezzi calmierati.

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Neutralità a qualunque costo

Durante una grande manifestazione popolare ostile alla guerra, alla quale partecipa anche il sindaco socialista Zanardi, è lanciata la parola d'ordine "Neutralità a qualunque costo". Nei giorni successivi si susseguono in tutta la provincia comizi pacifisti.
Il 7 agosto l'Arcivescovo di Bologna esorta il popolo a preghiere Pro pace e promuove in cattedrale una solenne funzione dedicata al Papa, "unico e vero re della pace" .

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Calmiere sui prezzi dei generi di largo consumo

In un'assemblea di sindaci, deputati e senatori socialisti della Provincia, convocata a Palazzo d'Accursio per discutere le misure da prendere per fronteggiare la grave crisi economica in atto, si decide, nonostante il parere contrario di Francesco Zanardi, di fissare un calmiere settimanale sui prezzi dei generi di largo consumo.
Bologna, che fino a poco tempo prima era una delle città italiane nelle quali vivere costava meno, è rapidamente diventata una delle più care. Sul "Resto del Carlino" Luigi Zecchi fotografa efficacmente la situazione:

"Il vino è diventato un medicinale, misurabile col contagocce, il pollame un'araba fenice, le uova una preziosità come la frutta".

Il calmiere non servirà, tuttavia, a frenare i forti rincari dell'epoca. Molti commercianti metteranno a disposizione a prezzi ribassati solo una piccola parte di merce, vendendo il resto di nascosto a prezzi elevatissimi. Nuocerà inoltre ai consumatori l'abitudine a comprare secondo l'unità monetaria, invece che a peso: per lo stesso prezzo avranno sempre meno prodotto.
Un altro grave problema sarà l'adulterazione dei prodotti. Le frodi commerciali saranno abbastanza diffuse in tempo di guerra: colorazione artificiale dei cibi, scrematura del latte, vino mescolato al vinello, conserva allungata con l'acqua, vari tipi di surrogati, sostituzioni con prodotti scadenti, non saranno che alcuni degli espedienti adottati per truccare le vendite.

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Verifica degli appartamenti "luridi". Nuovo contratto d'affitto

Una Commissione, presieduta dal vice-sindaco Nino Bixio Scota, studia un nuovo contratto d'affitto in sostituzione di quello esistente su base annuale. E' inoltre avviata una campagna per la verifica delle condizioni degli alloggi e dei servizi igienici.
Gli incaricati del Comune, 156 "cittadini volonterosi" guidati dall'assessore Oreste Vancini (1879-1944), visitano in 20 giorni più di 4.500 abitazioni e negozi, rilevando decine di pozzi malsani, latrine inadeguate o inesistenti, "appartamenti luridi" .
Nonostante una forte protesta, i proprietari sono costretti a sanare le irregolarità rilevate. Il problema casa è oggetto di altre misure approvate dal Consiglio comunale fin dalle prime sedute: dalla cessione gratuita di terreni per la costruzione di case per gli operai a un piano di risanamento degli alloggi di edilizia popolare, a facilitazioni e incentivi per i costruttori di edifici economici. E' inoltre istituito un registro degli appartamenti sfitti, costantemente aggiornato.

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La stazione si riempie di profughi italiani

A partire dai primi giorni di agosto la stazione di Bologna si riempie di emigrati italiani rimpatriati dai paesi coinvolti nel conflitto mondiale: si tratta di uomini, donne e bambini affamati e privi di mezzi. Molti di essi sono stati rastrellati in Alsazia, concentrati a Colonia e poi rispediti in Italia attraverso tortuosi percorsi.
Spinto dalle critiche sulla latitanza dello stato di fronte al penoso problema, il Comune socialista decide di istituire un Comitato per gli aiuti ai profughi. Ne fanno parte, oltre al sindaco Zanardi, l'assessore Longhena, l'avv. Jacchia della Società Dante Alighieri , un membro della CGL e la contessa Bianconcini Cavazza, che ha già partecipato ai soccorsi dopo il terremoto di Messina.
Dal 12 agosto vengono organizzate in stazione distribuzioni di pane e generi di prima necessità, mentre nella vicina scuola “De Amicis” è attivata una mensa popolare. Ai profughi residenti a Bologna o senza soldi per proseguire il viaggio, il Comitato paga l'affitto in alloggi provvisori e li provvede di indumenti e biancheria.

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Uno spaccio comunale contro il carovita

L'Amministrazione comunale decide di aprire spacci per la vendita calmierata di generi alimentari, in reazione al vertiginoso aumento dei prezzi seguito allo scoppio della guerra mondiale.
Il 5 ottobre è aperto il primo negozio sotto il voltone del Podestà: alcuni uscieri del comune vendono uva praticamente a prezzo di costo, circa 20 centesimi al chilo, tra le "ostinate insolenze dei fruttivendoli" .
Dopo l'uva seguiranno altri generi (pane, farina, mele, riso, ecc.) a prezzi notevolmente inferiori a quelli dei privati. Pane e farina rimarranno a lungo i generi base: nel 1915 costituiranno l'85% degli introiti.
La somma per l'avvio dell'operazione è presa in prestito dalle casse comunali. Il sindaco ne ha informato la giunta, ma non il consiglio e questo provoca grandi polemiche.
I "negozi di Zanardi" hanno comunque grande successo: la gente non ha paura di fare lunghe file, pur di avere prodotti di buona qualità e a basso prezzo.
Di fronte alle contestazioni dell'opposizione il Sindaco incarica il prof. Leone Bolaffio di trovare una veste giuridica a questa attività. Entro un anno viene creata una Associazione di Consumatori di cui fa parte la Società Operaia.
L'intento del Comune è di costituire, in collaborazione con la Provincia, le Opere pie, gli istituti di credito e le cooperative, un Ente Autonomo capace di vivere "di vita propria" , con una forte componente dei consumatori nel consiglio di amministrazione.
Lo scopo dell'Istituto Autonomo per i Consumi è di fornire a basso prezzo i prodotti "di cui è indiscutibile il carattere di elementare bisogno" . Nel 1920 i punti vendita comunali saranno 21, più alcuni magazzini per la vendita di scarpe e tessuti.

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"Il Resto del Carlino" del pomeriggio

Dal settembre al dicembre 1914 il nuovo direttore Lino Carrara (1869-1955) fa uscire l'edizione pomeridiana del “Resto del Carlino”. Si tratta di un esperimento di breve durata, che non ha successo.
Il “Carlino Sera” tornerà in edicola nel 1919. Con lo scoppio della guerra il giornale aumenterà notevolmente le tirature, raggiungendo le 170.000 copie giornaliere.
Filippo Naldi (1886-1972), succeduto a Carrara nella direzione, dopo il richiamo al fronte di quest'ultimo, si occuperà dell'acquisto della nuova sede in Piazza Calderini (Palazzo Loup).
Liberale di destra, antisocialista e interventista, nel 1915 finanzierà, con i fondi degli industriali zuccherieri, il "Popolo d'Italia" diretto da Mussolini. Nel 1918 andrà a dirigere il "Tempo" di Roma e al "Carlino" sarà nominato il giovane Aldo Valori (1882-1965).

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Mons. Della Chiesa eletto Papa. Mons. Gusmini è il nuovo Arcivescovo

Il 20 agosto muore papa Pio X. Il 3 settembre successivo il Conclave elegge sommo pontefice mons. Giacomo Della Chiesa, Arcivescovo di Bologna, che prende il nome di Benedetto XV. Il 6 settembre il nuovo Papa è incoronato nella cappella Sistina.
Arcivescovo sulla cattedra di San Petronio è designato mons. Giorgio Gusmini (1855-1921), bergamasco, tra i fondatori della Società Cattolica Universitaria .
Cardinale dal 1915, sarà alla guida della diocesi negli anni della grande guerra, fino alla morte avvenuta nel 1921. Lascerà in città una grande ammirazione, per l'indirizzo sociale del suo ministero.

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Anarchici e socialisti rivoluzionari divisi di fronte all'intervento

Al Consiglio generale dell'USI (Unione sindacale italiana), che si tiene a Parma dal 13 al 14 settembre, l'esponente sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris (1874-1934) presenta una linea favorevole all'intervento dell'Italia in guerra.
La maggioranza delle camere del lavoro la respingono e approvano invece un ordine del giorno contrario dell'anarchico Armando Borghi. Il Consiglio è trasferito a Bologna e Borghi diviene segretario del sindacato.
Alceste e Amilcare De Ambris e Filippo Corridoni fonderanno l'Unione italiana del Lavoro, mentre gli anarco-sindacalisti resteranno nell'USI.
A Bologna molti sindacalisti saranno favorevoli alla guerra. Tra essi militanti di primo piano, come Ettore Cuzzani e Adelmo Pedrini (1888-1954), vicini alle posizioni di De Ambris.
Ancora alla vigilia dell'ingresso nel conflitto l'USI dichiarerà che mai farà “atto di solidarietà e di adesione alla guerra medesima o ad una qualsiasi Sacra Unione Nazionale”.
Nei mesi seguenti i sindacalisti antimilitaristi bolognesi saranno duramente perseguitati, imprigionati o inviati forzatamente al fronte.
La Vecchia Camera del Lavoro di Porta Lame sarà occupata dai militari e adibita a caserma.

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Manifestazione contro l'Austria

In una conferenza, che si tiene a Palazzo dei Notai, l'avvocato repubblicano Ferdinando De Cinque sostiene la rottura dell'alleanza con la Triplice e l'ingresso in guerra dell'Italia a fianco della Francia.
Al termine del comizio un gruppo di partecipanti scende in piazza Vittorio Emanuele II e intona slogan contro l'Austria. La forza pubblica interviene duramente ed effettua una decina di arresti.

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Il sindaco Zanardi aggredito in piazza Nettuno

Durante una commemorazione della breccia di Porta Pia Il sindaco Zanardi è coinvolto, in piazza Nettuno, in una rissa tra socialisti neutralisti e giovani nazionalisti.
Questi ultimi tentano di distribuire volantini di propaganda antiaustriaca. Sono capeggiati da Pompeo Tumidei, presidente del Gruppo Giovanile Nazionalista e studente universitario.
E' lui ad affibbiare a Zanardi, intervenuto a separare i contendenti, "i primi pugni nazionalisti" (Valente). Andranno a far parte di una lunga serie di affronti di marca fascista nei suoi confronti.
Nei giorni successivi la Questura predisporrà un servizio di vigilanza per bloccare i tentativi di arruolamento di volontari da inviare tra i garibaldini combattenti in Francia.

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Mario Longhena e la politica scolastica dell'amministrazione socialista

All'opera dell'assessore Mario Longhena (1876-1967) è affidata la realizzazione del motto dell'amministrazione Zanardi: “Pane e alfabeto!” . I socialisti puntano ad allargare l'istruzione ai ceti popolari e a riempirla di contenuti progressivi.
Propongono un' istruzione “non superflua, né troppo superficiale” , adatta a creare l'operaio moderno. Nonostante le difficoltà di bilancio dovute alla guerra, negli anni 1914-19 vengono triplicate le scuole per l'infanzia, si inaugurano "scuole all'aperto" per bambini gracili, le aule sono dotate di banchi preventivi della scoliosi e sono organizzate le colonie scolastiche, frequentate da oltre 1000 ragazzi.
Il Comune si occupa soprattutto della periferia e del suburbio, attivando nuovi asili, organizzando corsi di aggiornamento per il personale, assumendo maestre giardiniere specializzate.
Ai metodi Aporti e Froebel, che ispirano da decenni le scuole bolognesi, è aggiunto quello di Maria Montessori, basato sul libero sviluppo della personalità del bambino in un ambiente stimolante.
Vengono inoltre consolidati alcuni servizi scolastici: tra il 1914 e il 1917 le sezioni di doposcuola passano da 11 a 19 e quelle di refezione da 14 a 29. L'Ufficio Istruzione, con l'aiuto di privati cittadini, procura alle scuole il vestiario per i bambini: grembiuli, sandali, camicine.
Gli educatori per i bambini poveri non sono più considerati luoghi di correzione, ma scuole accoglienti, gestite da maestri qualificati.
A questo scopo essi sono distinti per età. In quelli per i ragazzi più grandi, collocati nell'Istituto professionale femminile di via Saragozza e presso le scuole Aldini, funzionano anche piccole officine per lavori in ferro e legno.
La giornata di quasi 12 ore è scandita da attività distribuite "fra lavoro di mente e di braccia, riposo e divertimento".

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L'eccidio di Guarda

A Guarda di Molinella avviene un gravissimo fatto di sangue, a conclusione delle violente lotte agrarie, che si sono protratte per tutta l'estate.
Un gruppo di “crumiri ”, provenienti da paesi poveri della provincia di Padova e dal modenese, viene assalito da centinaia di braccianti e mezzadri in sciopero: sul terreno restano 5 morti (un autista, un fuochista e tre braccianti padovani) e diversi feriti, tra i quali il segretario dell'Agraria Alberto Donini.
Gli agrari sono costretti a fuggire "come veri austriaci sparando e fuggendo, fuggendo e sparando" . Nelle ore successive 3.000 militari mettono Molinella in stato d'assedio ed effettuano numerosi arresti.
Il sindaco Massarenti, che si è messo alla testa dei lavoratori, è accusato come mandante dell'eccidio, ma riesce a fuggire nella Repubblica di San Marino, assieme ad alcuni sindacalisti.
I 56 lavoratori rinviati a giudizio saranno confinati sull'isola di Capraia. Ritorneranno a Molinella, assieme a Massarenti, solo nel 1919, a seguito di un'amnistia.
Intanto, dopo una settimana, viene sciolto il Consiglio comunale e il Prefetto di Bologna apre un'indagine sull'operato della giunta socialista.

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Conferenza interventista di Libero Tancredi e Maria Rygier

L'anarchico interventista Massimo Rocca (1884-1973) - noto con lo pseudonimo di Libero Tancredi - e la rivoluzionaria Maria Rygier (1885-1953) parlano nella sede della Società Operaia.
La conferenza dal titolo La morale di una guerra suscita l'opposizione dei socialisti bolognesi, che contestano con urla e lanci di seggiole.
Tra i manifestanti finiti ammaccati all'ospedale c'è anche il giovane Vittorio Neri, nome di copertura Leandro Arpinati (1892-1945), un ex anarchico di Civitella di Romagna, divenuto “Interventista intemerato”.
Pochi giorni prima Libero Tancredi ha indirizzato, dalle colonne del "Resto del Carlino", una lettera aperta al direttore dell' "Avanti!" Benito Mussolini (1883-1945) - definito "l' unica persona capace di avere un'opinione" tra i "piccoli uomini" della dirigenza socialista - invitandolo ad imporsi o dimettersi. Ufficialmente neutralista, Mussolini è ormai da tempo "interventista a quattr'occhi" .
La propaganda a favore della "guerra di liberazione" di Maria Rygier, un tempo su posizioni rivoluzionarie e antimilitariste, suscita un'aspra polemica con il movimento anarchico.
Fino al 1923 l'ex redattrice del giornale "Lotta di classe" si manterrà vicina ai nazionalisti. Nel 1926 emigrerà in Francia, da dove lancerà duri attacchi a Mussolini e al regime fascista. Entrerà quindi in polemica con gli antifascisti fuoriusciti e negli ultimi anni della sua vita avrà posizioni filo-monarchiche.

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Cesare Battisti parla a Bologna

Nel corso di un viaggio per perorare la causa delle terre italiane irredente, il 13 ottobre Cesare Battisti (1875-1916) tiene a Bologna, nella palestra della Virtus in Santa Lucia, una conferenza dal titolo Trento, Trieste e il dovere d’Italia , invitando ad una visione “lucida e serena” del problema.
Davanti al numeroso pubblico convenuto, il leader socialista trentino proclama la necessità di integrare l'Italia fino alle Alpi. Sostiene che, una volta "distrutti i focolari di reazione che si annidano al centro d’Europa" , si sarebbe potuto approvare il programma di Mazzini e Marx per una Federazione degli stati europei.
La tournée proseguirà a Ferrara il 27 novembre, a Carpi e a Reggio (25 febbraio 1915), spesso con il corollario di scontri tra interventisti e neutralisti.
Cittadino austriaco, deputato al parlamento di Vienna, direttore di giornali socialisti, Battisti combatterà tra le fila italiane col grado di sottotenente degli Alpini e, una volta catturato, sarà condannato a morte come traditore. Diventerà uno dei martiri del patriottismo italiano.

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I socialisti contrari alla guerra

La direzione del Partito Socialista (P.S.I.) si riunisce a Bologna, subito dopo l'inizio della guerra. Il 20 ottobre pubblica un manifesto nel quale precisa la sua posizione avversa al conflitto in corso.
Benito Mussolini, sconfessato per la sua posizione di "neutralità operante" , si dimette dalla direzione dell' "Avanti!" e dal 15 novembre firmerà per il "Popolo d'Italia", su posizioni interventiste.
La direzione provinciale si pronuncerà ufficialmente l'8 novembre, con voto unanime, affermando l'antitesi tra guerra e socialismo.
In città e in alcuni paesi della provincia avvengono, in questo periodo, violenti scontri tra neutralisti e interventisti.

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Il comune socialista non espone la bandiera per il compleanno del re

L'amministrazione socialista decide di non esporre il tricolore sugli edifici del Comune, per festeggiare il compleanno del Re e l'anniversario dello Statuto, suscitando la vivace protesta delle opposizioni.
Il consigliere di minoranza Ghigi, per il quale l'esposizione della bandiera nazionale "significa soprattutto l'unione di tutti gli italiani" , accusa il sindaco di socialismo retrivo, bollando la scelta come un "blando atto rivoluzionario del genere peggiore" . Zanardi d'altro canto rivendica la "visione laica" della sua amministrazione.
Intanto un gruppo di studenti nazionalisti, guidati da Dino Zanetti - futuro tenente degli Arditi e gerarca fascista - manifesta rumorosamente davanti a Palazzo d'Accursio, gridando contro i "beduini" socialisti. Le redazioni dei giornali cittadini sono inondate di telegrammi di protesta.
I socialisti sono accusati anche di proibire le pratiche religiose nelle scuole elementari, sulla base di una circolare dell'assessore all'istruzione Longhena.

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Asilo e scuola elementare per i bambini affetti da tracoma

Proveniente dai componenti di alcune famiglie povere, immigrate di recente a causa della guerra, si diffonde in città il tracoma, una malattia infettiva, che può portare cecità. Per i bambini affetti da questo male è istituita una scuola provvisoria con annesso asilo, che permette in poco tempo di porre il contagio sotto controllo.
E' affidata alla Poliambulanza Felsinea, sotto la direzione dei medici Bartolo Nigrisoli e Umberto Sarti. L'edificio, costruito in via Dogali (poi Gramsci) su progetto di Alfonso Modonesi (1873-1922) e con il contributo della Cassa di Risparmio, è intitolato ad Augusto Murri.

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Le Officine Alfieri Maserati

I fratelli Alfieri, Ettore e Ernesto Maserati, originari di Voghera, aprono un garage per automobili con annessa officina a Bologna in vicolo Pepoli n. 1, a pochi passi da piazza Santo Stefano. L'azienda assume la denominazione di Società Anonima Officine Alfieri Maserati.
Nel locale, dotato di un motore elettrico a 2HP per il funzionamento del tornio e delle altre macchine utensili, i Maserati iniziano a elaborare motori per competizioni sportive, con l'idea di costruire e pilotare auto da corsa.
Durante la guerra Alfieri, già meccanico e pilota all'Isotta Fraschini, è mobilitato presso la fabbrica Nagliati di Milano e inventa candele speciali per motori aeronautici, che saranno utilizzate anche da D'Annunzio per il raid su Vienna.
Al termine delle ostilità i fratelli apriranno una nuova impresa in via Pontevecchio, in funzione dal 1° aprile 1919, adattando uno stabile utilizzato in passato come magazzino all'ingrosso di terraglie e damigiane. In questo vasto ambiente stabiliranno la loro abitazione e trasferiranno il garage, l'officina e anche la produzione di candele.
Dopo essere tornato a correre con una SCAT tre litri, messa a punto con il fratello Ettore, Alfieri assemblerà da un telaio Isotta Fraschini una nuova vettura, la Tipo Speciale , che nel 1921 correrà al Mugello e vincerà la Susa-Moncenigo.
Sarà questa la prima affermazione di una automobile assemblata dai fratelli Maserati. Il primo motore di Alfieri sarà un otto cilindri costruito per la Diatto nel 1924. Lo stesso costruttore lo porterà in gara su un telaio Diatto nel luglio di quell'anno, nella corsa in salita Parma-Poggio di Berceto, vincendo nella sua classe.
Nel 1925-26 verrà costruita la prima auto con il marchio Maserati, la Tipo 26 , che si affermerà subito nella classe 1500 alla Targa Florio in Sicilia, sul circuito delle Madonie.

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Il Fascio rivoluzionario interventista

Presso la sede dell'Unione repubblicana bolognese si costituisce il Fascio rivoluzionario interventista, al quale aderiscono, oltre che i repubblicani, il Circolo socialista indipendente ed esponenti anarchici, sindacalisti e radicali, favorevoli alla partecipazione dell'Italia alla guerra.
Al termine di una commemorazione di Guglielmo Oberdan, tenuta al Liceo Musicale da Aldo Oviglio, esponente radicale e futuro ministro fascista, un corteo percorre le strade cittadine, cantando inni patriottici e tentando di avvicinarsi al consolato austriaco, fortemente presidiato dalle forze dell'ordine.

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