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1914

Si cerca un'intesa elettorale contro il "virus socialista"

Di fronte alla decisione dei socialisti - in particolare della corrente riformista di Francesco Zanardi - di presentare una lista di maggioranza alle elezioni amministrative, i partiti costituzionali cominciano a ipotizzare accordi per impedirne la vittoria.

“L'Avvenire d'Italia”, organo dei cattolici, auspica “un'intesa su larga base” dei gruppi moderati, per “operare insieme una difesa efficace contro l'assalto socialista”.

Il 27 maggio l'Associazione Nazionalista, dal proprio congresso provinciale, lancia ai liberali, tra loro profondamente divisi, un invito di collaborazione “sincera”.

L'incarico di compilare le liste elettorali è dato a una commissione di illustri esponenti liberali: Enrico Pini, Giuseppe Tanari e Alberto Dallolio, che però non riescono a trovare un'intesa tra i vari gruppi.

Il 17 giugno i cattolici dell'Associazione Elettorale presentano propri candidati, seguiti subito dopo dall'Associazione Liberale e dai radicali guidati da Pietro Albertoni e Luigi Silvagni.

Il “nodo della concordia”, che porterà a una lista unica in funzione antisocialista, con l'astensione dell'Unione Liberale, sarà stretto il 24 giugno grazie all'intervento di un comitato di commercianti e industriali.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Fabio Degli Esposti, La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918), Milano, Edizioni Unicopli, 2017, pp. 44-45
  • Gaetano Miti, Bologna il comune bottegaio: dai negozi di Zanardi all'Ente dei Consumi, Bologna, Patron, 2015, pp. 24-25
  • Pane e alfabeto. Francesco Zanardi sindaco socialista di Bologna (1914-1919), a cura di Marco Poli, Bologna, Costa, 2014, pp. 45-50