Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1914

Calmiere sui prezzi dei generi di largo consumo

In un'assemblea di sindaci, deputati e senatori socialisti della Provincia, convocata a Palazzo d'Accursio per discutere le misure da prendere per fronteggiare la grave crisi economica in atto, si decide, nonostante il parere contrario di Francesco Zanardi, di fissare un calmiere settimanale sui prezzi dei generi di largo consumo.

Bologna, che fino a poco tempo prima era una delle città italiane nelle quali vivere costava meno, è rapidamente diventata una delle più care. Sul "Resto del Carlino" Luigi Zecchi fotografa efficacmente la situazione:

"Il vino è diventato un medicinale, misurabile col contagocce, il pollame un'araba fenice, le uova una preziosità come la frutta".

Il calmiere non servirà, tuttavia, a frenare i forti rincari dell'epoca. Molti commercianti metteranno a disposizione a prezzi ribassati solo una piccola parte di merce, vendendo il resto di nascosto a prezzi elevatissimi. Nuocerà inoltre ai consumatori l'abitudine a comprare secondo l'unità monetaria, invece che a peso: per lo stesso prezzo avranno sempre meno prodotto.

Un altro grave problema sarà l'adulterazione dei prodotti. Le frodi commerciali saranno abbastanza diffuse in tempo di guerra: colorazione artificiale dei cibi, scrematura del latte, vino mescolato al vinello, conserva allungata con l'acqua, vari tipi di surrogati, sostituzioni con prodotti scadenti, non saranno che alcuni degli espedienti adottati per truccare le vendite.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Gaetano Miti, Bologna il comune bottegaio: dai negozi di Zanardi all'Ente dei Consumi, Bologna, Patron, 2015, pp. 18, 31-32