Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1898

L'Accademia della Lira e la "bohème" di Palazzo Bentivoglio

Al Caffè del Pavaglione si tiene la seduta inaugurale dell'Accademia (o Academia) della Lira, promossa da Alfredo Baruffi e Gigi Bonfiglioli, artisti della bohème di palazzo Bentivoglio, conosciuti come Giambardi della Sega.

Al primo pranzo completo, composto da una forchettata di tagliatelle, una fetta di mortadella, un pezzetto di cacio, un paio di marroni, un bicchiere di Lambrusco e “un bel fico secco mandorlato”, partecipano “scrittori d'ogni genere: artisti, giornalisti ed altri tipi affini”, che si ritengono falliti abbastanza per essere fondatori.

Presidente onorario è nominato il Sgner Pirein di Fiacchi. Sottoscrivono personalità cittadine anche molto in vista, quali Alfredo Testoni e Arturo Gazzoni.

La Lira è una scuola senza statuti, cariche e maestri, alla quale si viene affiliati semplicemente partecipando ad una delle magrissime cene, dal prezzo inferiore ad una lira (da cui il nome), che si tengono in una delle tante trattorie bolognesi, in particolare alla birreria Ronzani, in via Spaderie.

Chiunque può essere accademico e può promuovere una riunione, comprando 15-20 biglietti postali da 5 centesimi e indirizzandoli ad amici e conoscenti.

E' "la più vacua e futile associazione che la paciosa mente dei più paciosi bolognesi abbia mai saputo inventare" (Cristofori).

Tra il 1898 e il 1902 essa produce almanacchi, riviste e fogli d'arte, in cui si esprime il meglio del liberty bolognese. Oltre ai fondatori, vi disegnano Augusto Majani, Ugo Valeri, Marcello Dudovich.

Emerge la personalità del bolognese Luigi Bompard (1873-1953), collaboratore di "Italia ride" e di "Novissima". La sua produzione si caratterizza “per l'originalità e finezza interpretativa dei temi locali tradotti in linguaggio internazionale” (Storelli).

L'antico palazzo Bentivoglio, in via Belle Arti, "sodo e solenne come un mastino" (Sandri) ospita agli ultimi piani alcuni studi di artisti, vago ricordo della "curiosa corte" del conte Ercole: a Baruffi e Valeri si affiancano altri valenti scapigliati, quali Flavio Bertelli, Ferraguti, Neri.

Diventa nel tempo uno dei maggiori centri di riferimento della vita artistica bolognese. I giovani Giambardi sono influenzati, oltre che dal locale movimento Aemilia Ars, anche da artisti come il faentino Domenico Baccarini (1882-1907) e dai vari stili dell'art nouveau europea.

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Ingresso del palazzo Bentivoglio - via Belle Arti (BO) Palazzo Bentivoglio - via Belle Arti (BO) Una riunione dei soci dell

Approfondimenti:

  • Alfonso Rubbiani: i veri e i falsi storici, Bologna, febbraio-marzo 1981, a cura di Franco Solmi e Marco Dezzi Bardeschi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1981, p. 444
  • Umberto Beseghi, Palazzi di Bologna, Bologna, Tamari, 1956, p. 246
  • Luigi Bortolotti, Bologna dentro le mura. Nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1977, p. 174
  • I caffè storici in Emilia-Romagna e Montefeltro, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1994, pp. 110-112
  • Oreste Cenacchi (Chiunque), Vecchia Bologna. Echi e memorie, con prefazione di Giulio De Frenzi, Bologna, Zanichelli, 1926, pp. 43-67
  • Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa, 2000, pp. 207-208 (foto)
  • Lorena Cerasi, Achille Casanova, in: "La Torre della Magione", 2 (2007), pp. [9-10]

  • Franco Cristofori, Alfredo Testoni. La vita, le opere, la città, realizzazione grafica di Pier Achille Cuniberti, Bologna, Alfa, 1981, pp. 95-97, 139 (foto)
  • Franco Cristofori, Bologna come rideva. I giornali umoristici dal 1859 al 1924, Bologna, Cappelli, 1973, p. 280
  • L'Emilia Romagna com'era. Alberghi, caffè, locande, osterie, ristoranti, trattorie. Sulle tracce di un passato recente alla riscoperta dei segni mutati o cambiati di una secolare tradizione d'ospitalità, a cura di Alessandro Molinari Pradelli, Roma, Newton Compton, 1987, pp. 27-28
  • F.I.L.D.I.S., Cenacoli a Bologna, Bologna, L. Parma, 1988, p. 129
  • Renzo Giacomelli, Vecchia Bologna. Ricordi di mezzo secolo, Rocca San Casciano, Cappelli, stampa 1962, pp. 167-168
  • Erica Landucci, Passeggiata nel Liberty Bolognese, Bologna, Paolo Emilio Persiani, 2020, p. 102
  • Il Liberty a Bologna e nell'Emilia Romagna. Architettura, arti applicate e grafica, pittura e scultura, retrospettiva di Roberto Franzoni, Adolfo De Carolis e Leonardo Bistolfi, prima indagine sull'art-déco, marzo-maggio 1977, Bologna, Grafis, 1977. pp. 101-102, 120-121 (L. Bompard)

  • Antonio Marchello, Notizie intorno all'Academia de la Lira, in: "Il carrobbio", 17 (1991), pp. 259-269
  • Alessandro Molinari Pradelli, Bologna in vetrina: dall'Unità d'Italia alla Belle Epoque, Bologna, L'inchiostro blu, Cassa di Risparmio in Bologna, 1994, pp. 73-75
  • Marilena Pasquali, La pittura del primo Novecento in Emilia e Romagna (1900-1945), in La pittura in Italia. Il Novecento, Milano, Electa, 1992, vol. 1., 1900-1945, tomo 1., p. 335
  • Marilena Pasquali, "Dai merli rifiorenti". Vicende e protagonisti dell'arte, riviste e libri nella Bologna di Giosue Carducci e di Alfonso Rubbiani, 1880-1907, in Editoria e cultura in Emilia e Romagna dal 1900 al 1945, a cura di Gianfranco Tortorelli, Bologna, Compositori, 2007, p. 197
  • Mario Sandri, Colore di Bologna vecchia e nuova, proemio di Giuseppe Lipparini, illustrazioni di A. Cervellati, Bologna, N. Testa, 1938, pp. 195-199
  • Alfredo Testoni, Bologna che scompare, ristampa della 2. ed., Bologna, Cappelli, 1972, p. 220
  • Oreste Trebbi, Nella vecchia Bologna. Cronache e ricordi, rist., Sala Bolognese, A.Forni, 1983, p. 207
  • Eva Veronese Ghibellini, La bottega del libraio e gli autori, in: "Strenna della Fameja bulgneisa", 1958, p. 91