Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1889

Discussioni e progetti per una Borsa del Lavoro

L'ex garibaldino Osvaldo Gnocchi Viani, che durante l'Esposizione Universale ha preso contatto con la Bourse du Travail parigina, ne illustra in un opuscolo la funzione, sostenendo il diritto del proletariato a organizzarsi liberamente “alla luce del giorno”.

Intanto Ernesto Mezzabotta sostiene la propaganda per le Camere del Lavoro in Italia, attraverso alcuni articoli sul “Messaggero” di Roma. Il 29 ottobre, la “Gazzetta dell'Emilia” ospita un intervento di Aristide Ravà, favorevole all'istituzione di una Borsa del Lavoro, ma sotto il controllo della Camera di Commercio.

La Camera bolognese è, intanto, in contatto con quelle di Milano, Torino e altre città per la costituzione di un ufficio di collocamento in grado di operare a livello nazionale, in concorrenza con le iniziative delle organizzazioni operaie.

In novembre l'assemblea dei soci della Società Operaia elegge una commissione, di cui fanno parte Aristide Venturini (presidente della Società Operaia), Giuseppe Barbanti Brodano, Giuseppe Bolognini, Gaetano Cuppi, Enrico Pini, Enrico Ferdinando Zironi e Alberto Rizzoli, per la messa a punto di un progetto di organizzazione dei lavoratori sul modello della Bourse du Travail.

La relazione della commissione è pronta in meno di un mese: per Bologna si prevede una Borsa del Lavoro capace di rappresentare la forza collettiva degli operai, ma con valenza prevalentemente economica e apolitica.

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