Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1887

Il Laboratorio pirotecnico

Il Laboratorio pirotecnico militare (o Arsenale d'artiglieria) è installato, dal 1880, in una vasta area tra Porta Castiglione e Porta d'Azeglio, con l'obbiettivo di dotare le forze armate di un impianto posto al sicuro nelle retrovie, ma in grado di fornire rapidamente l'esercito in campagna.

E' una delle attività produttive pubbliche con il maggiore numero di addetti a Bologna. Nel 1887 occupa 381 operai (erano 316 nel 1873, 119 femmine e 117 maschi) ed è in rapida espansione: alla fine del secolo, infatti, i dipendenti saranno oltre 1.000.

L'Arsenale bolognese, assieme all'Officina ferroviaria, avrà il ruolo storico di "incubatore" delle competenze tecniche e imprenditoriali della zona: saranno numerosi gli operai specializzati e i tecnici che, fatta qui la gavetta, apriranno nuove imprese meccaniche a Bologna e provincia.

Durante la Grande Guerra il Pirotecnico bolognese avrà il ruolo fondamentale di realizzare il munizionamento delle armi portatili dell'Esercito e il caricamento di inneschi e spolette per i proiettili dell'Artiglieria.

Alla fine del conflitto gli operai occupati saranno ben 18.000, in gran parte donne, ma nel 1919, a seguito di massicci licenziamenti, saranno ridotti in pochi mesi a 2.750 unità.

Negli anni Ottanta vi sono a Bologna altri grandi stabilimenti pubblici: la Manifattura Tabacchi, l'Officina delle Ferrovie Adriatiche, la fabbrica di proiettili per cannoni e mortai dei Prati di Caprara.

In questo periodo la città vanta anche il primato regionale della meccanica, con un numero molto elevato di piccole e medie officine private e pubbliche (tra esse Calzoni, De Morsier e Barbieri).

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Immagini e multimedia:

Ingresso dell Capannone ex Staveco (BO) - 2012 Interno di un capannone dell Interno di un capannone dell Capannone dell Veduta dell

Approfondimenti:

  • Aurelio Alaimo, L'organizzazione della città. Amministrazione comunale e politica urbana a Bologna dopo l'unità (1859-1889), Bologna, Il mulino, 1990, p. 28
  • Domenico Alvisi, Storia minima di un balilla mancato, Bologna, Rabbi, stampa 2010, p. 249
  • Una città italiana. Immagini dell'Ottocento bolognese, a cura di Franco Cristofori, Bologna, Alfa, 1965, p. 58
  • La città proibita, mostra di fotografie dell'area ex Staveco, Sala delle Esposizioni del Baraccano, 11-27 gennaio 2008, a cura di Silvia Cuttin, Bologna, Tipografia del Comune, 2008, pp. 7-9
  • Massimo Brunelli, Francisco Giordano, Aposa segreto. I rifugi antiaerei, Bologna, Associazione amici delle acque e dei sotterranei di Bologna, 2012, pp. 53-54 (Arsenale)
  • Fabio Degli Esposti, La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918), Milano, Edizioni Unicopli, 2017, pp. 404-414
  • Fabio Degli Esposti, L'industria bolognese nella Grande Guerra, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, pp. 80-81
  • La Manifattura tabacchi a Bologna di Pier Luigi Nervi. Ricerche sull'architettura industriale contemporanea tra storia, tecnica e riuso, a cura di Micaela Antonucci, Annalisa Trentin, Bologna, Bononia University Press, 2019, p. 34
  • Giorgio Pedrocco, Bologna industriale, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, p. 1032