Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

argomenti

1886

Alfonso Rubbiani restaura la basilica di San Francesco

Dopo che il Comune ha ricevuto dal Governo - e ceduto alla Curia - l'antica chiesa di San Francesco, dal 1866 ridotta a magazzino della Dogana, la Commissione istituita dal cardinale Arcivescovo Battaglini affida ad Alfonso Rubbiani (1848-1913) i lavori di restauro, secondo il progetto di massima già presentato dallo studioso e approvato dalle Belle Arti di Roma.

Il modello del restauratore è l'opera dell'architetto Antonio di Vincenzo (1350-1402), che alla fine del Trecento ha progettato a Bologna la Loggia dei Mercanti, il Palazzo dei Notai e la basilica di San Petronio e che in San Francesco ha costruito uno dei campanili. Egli è anche uno studioso assiduo degli scritti di Viollet-le-Duc, che a Parigi ha restaurato Notre-Dame.

Poche settimane dopo l'incarico, l'editore Zanichelli pubblica La chiesa di San Francesco in Bologna, con un atlante illustrativo a cura di Edoardo Collamarini, con fotografie di Pietro Poppi: Rubbiani vi espone le ricerche d'archivio effettuate, che giustificano le ricostruzioni previste.

I lavori cominciano sul fianco settentrionale della chiesa, dove sono demolite alcune cappelle del XV-XVI secolo, poi proseguono verso l'abside. Intanto si procede all'interno, eliminando innanzitutto le decorazioni del Cocchi, risalenti al 1848.

Dopo una lunga battaglia burocratica, nel 1890 saranno demoliti i fabbricati demaniali che coprono l'abside, rendendo possibile il recupero dei resti delle tombe di Accursio, Odofredo e Rolandino dei Romanzi: con molte integrazioni verranno ricostruite le arche dei Glossatori, risalenti al XIII secolo.

L'operazione di restauro di Rubbiani riceverà intanto l'avvallo di Carducci: "Oggi ... i lividori spariscono alla luce della libertà, la maschera casca e la biacca si spasta. E le bellezze di Bologna sorridono al sole".

Nel cantiere di San Francesco si forma quella Gilda di artigiani e artisti - tra essi Alfredo Tartarini (1854-1905), Augusto Sezanne (1856-1935), Achille Casanova (1861-1948) il fratello Giulio (1875-1961), Giuseppe De Col (1863-1912), Alberto Pasquinelli (1872-1928) - che parteciperà poi a tutti i successivi interventi restaurativi curati da Rubbiani.

Guido Zucchini li definirà “uomini dall'anima moderna, innamorati dell'antico, tenaci nelle idee, assidui nell'azione, poeti e giambardi nell'arte”

Dal 1895 il gruppo, sotto la guida di Achille Casanova, sarà impegnato nell'allestimento e decorazione delle cappelle absidali, con l'intento “di innestare su quel vecchio tronco di chiesa gotica germogli di una nuova arte piena di idee, di simboli, di allegorie in veste semplice e naturale”.

Vi emergerà l'ideologia della ricostruzione in base ad esempi di monumenti sincroni e affini e quella dell' "abbellimento" del monumento attraverso un collage di soluzioni di gusto liberty.

In preparazione dei lavori di decorazione, infatti, Rubbiani, Casanova e Tartarini visiteranno numerose chiese italiane, copiando i motivi delle antiche policromie del XIII secolo e riportandole poi sui bordi dei costoloni delle volte e nelle finte stoffe dell'abside del San Francesco.

La cappella centrale, un tempo dei Malvezzi, sarà consacrata alla pace fra i popoli e verrà inaugurata nel 1899 all'apertura della Conferenza internazionale dell'Aja.

Le decorazioni absidali, compresi i nuovi esperimenti di arte simbolica e allegorica - Povertà, Castità, Obbedienza francescane, la serenata alla Madonna, ecc. - portati avanti dal Casanova e dalla sua bottega, saranno aspramente criticati dai Professori dell'Accademia.

Il restauro della facciata della chiesa sarà completato nel 1905, mentre i lavori all'interno si protrarranno fino al 1928, dopo la morte di Rubbiani.

"Il bel San Francesco" è, secondo G. Coccolini, il suo capolavoro, "pur con qualche errore veniale, dovuto all'immaturità del concetto di restauro in fervida evoluzione dalla metà del XIX secolo in poi".

La chiesa sarà riaperta al culto nel 1919 e Rubbiani sarà sepolto nella cappella centrale dell'abside, "solo, nell'immensità della basilica che tanto amò con la fede del cuore, con l'intelletto d'artista e con quella passione che rimane nell'anima per le vittorie conquistate con tenacia e ardore" (Beseghi).

Fonti della notizia:

consulta

Localizzazioni:

Google Maps

Approfondimenti:

  • Alfonso Rubbiani: i veri e i falsi storici, Bologna, febbraio-marzo 1981, a cura di Franco Solmi e Marco Dezzi Bardeschi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1981, pp. 54-59
  • Art nouveau a Faenza: il cenacolo baccariniano, a cura di Jadranka Bentini, Milano, Electa, 2007, p. 58
  • Umberto Beseghi, Introduzione alle chiese di Bologna, 2. ed., Bologna, Tamari, 1955, p. 61, 64
  • Bologna: il "Bel S. Francesco" dei Frati Minori Conventuali, in: Monasteri e conventi francescani in Emilia Romagna, a cura di Giorgio Maioli, Bologna, Re Enzo, 1995, pp. 28-33
  • Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. II, Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, p. 67
  • Lorena Cerasi, Achille Casanova, in: "La Torre della Magione", 2 (2007), pp. [9-10]

  • Giuseppe Coccolini, L'arte muraria italiana. I costruttori gli ingegneri e gli architetti, Bologna, Re Enzo, 2002, p. 157
  • Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, parte I, Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, (foto) pp. 83-85, 177-178
  • Tiziano Costa, Chiese di Bologna. Storia, arte e cronaca, Bologna, Costa, 2009, p. 68
  • Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa, 2000, pp. 78-79
  • La fabbrica dei sogni: Il bel San Francesco di Alfonso Rubbiani, a cura di Elisa Baldini, Paola Monari, Giuseppe Virelli, Bologna, Bononia University Press, 2014
  • La Fabbriceria di San Francesco. I restauri della Basilica bolognese letti attraverso le carte, a cura di Elisa Baldini e Giuseppe Virelli, Bologna, Bononia university press, 2013
  • Cesare Fantazzini, I fratelli Achille e Giulio Casanova: celebri artisti di origine minerbiese, in: "Strenna storica bolognese", pp. 265-295
  • F.I.L.D.I.S., Cenacoli a Bologna, Bologna, L. Parma, 1988, p. 128
  • Fotografia & fotografi a Bologna, 1839-1900, a cura di Giuseppina Benassati, Angela Tromellini, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992, p. 57
  • Giorgio Galeazzi, Le decorazioni delle cinque cappelle in S. Francesco, in: “La Torre della Magione”, 2 (2019), pp. 2-3

  • Industriartistica bolognese. Aemilia ars. Luoghi, materiali, fonti, a cura di Carla Bernardini e Marta Forlai, Cinisello Balsamo, Silvana, 2003, pp. 18-21
  • Il Liberty a Bologna e nell'Emilia Romagna. Architettura arti applicate e grafica, pittura e scultura. Retrospettiva di Roberto Franzoni, Adolfo De Carolis e Leonardo Bistolfi. Prima indagine sull'art-deco, marzo - maggio 1977, 2. ed., Bologna, Grafis, 1977, p. 253, 283 (A. Casanova), 334 (ill.: bozzetti per la cappella della Pace)
  • Otello Mazzei, Alfonso Rubbiani: dalla città “sognata” alla città “ricostruita”. Bologna 1868-1913, in Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1987-1991, vol. V, pp. 64-66
  • Otello Mazzei, Alfonso Rubbiani. La maschera e il volto della città. Bologna 1879-1913, Bologna, Cappelli, 1979, p. 32 sgg.
  • MSB Palazzo Pepoli. Museo della storia di Bologna. Testi del percorso espositivo, Bologna, Bononia University Press, 2011, p. 121
  • Piero Orlandi, Guardando Parigi. Il progetto della Bologna dopo l'Unità, in: Rinnovare Bologna. Tra '800 e '900, a cura di Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2019, pp. 36-37
  • Federica Pascolutti, Alfredo Barbacci: il soprintendente ed il restauratore. Un artefice della ricostruzione postbellica, Argelato, Minerva edizioni, 2011, p. 117
  • Marilena Pasquali, "Dai merli rifiorenti". Vicende e protagonisti dell'arte, riviste e libri nella Bologna di Giosue Carducci e di Alfonso Rubbiani, 1880-1907, in Editoria e cultura in Emilia e Romagna dal 1900 al 1945, a cura di Gianfranco Tortorelli, Bologna, Compositori, 2007, p. 194
  • Pier Paola Penzo, Identità municipale, sentimento nazionale e trasformazioni urbane. Bologna, Ferrara e Ravenna 1859-1911, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p.156
  • Claudio Poppi, Come un moderno animatore culturale Rubbiani forma la Gilda di San Francesco, polo di attrazione dei giovani artisti..., in: "Bologna incontri", 1 (1981), pp. 26-27
  • Giovanni Ricci, Bologna. Storia di un'immagine, fotografie di Paolo Monti, introduzione di Andrea Emiliani, Bologna, Alfa, stampa 1976, p. XI
  • Michela Scolaro, "Revival" medievale e rivendicazioni nazionali: il caso di Bologna, in Arti e storia nel Medioevo, a cura di Enrico Castelnuovo e Giuseppe Sergi, Torino, Einaudi, 2004, vol. IV, pp. 531-533
  • Guido Zucchini, La verità sui restauri bolognesi, Bologna, Tipografia Luigi Parma, 1959, pp. 45-49