Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1886

Il colera nel territorio comunale

Il colera penetra a Bologna dall’appodiato di Bertalia e dalla parrocchia di Beverara. Le scuole comunali di Pescarola, località al centro dell’infezione, vengono subito adattate ad ospedale per colerosi. Ad un mese dal primo caso è inoltre aperto il lazzaretto della Trinità, tra le porte Lame e San Felice.

Nell’estate 1886 i casi denunciati di colera in città e nel forese sono 534, con 405 decessi. Le località Arcoveggio e Bertalia risultano le più colpite. In una relazione alla Società medico-chirurgica Francesco Roncati dichiara che il sottosuolo bolognese "ha proprietà peggio che cimiteriali, come apparisce dalla qualità dei pozzi e dal tanfo nauseoso che risale su dai fognoni semiaperti".

Anche la Loggia massonica "VIII Agosto" è impegnata negli aiuti ai colerosi: viene costituito un Comitato di beneficienza che raccoglie "larghe offerte nel mondo profano" e invia una squadra di soccorso a Copparo e a Codigoro, nel ferrarese.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Aneddoti bolognesi, raccolti da Alfredo Testoni e da Oreste Trebbi, Roma, Formiggini, 1929, p. 162
  • Franco Cristofori, Alfredo Testoni. La vita, le opere, la città, realizzazione grafica di Pier Achille Cuniberti, Bologna, Alfa, 1981, pp. 78-79
  • Franco Cristofori, Bologna come rideva. I giornali umoristici dal 1859 al 1924, Bologna, Cappelli, 1973, p. 212
  • Fabio Giusberti, Franco Piro, Sergio Sabbatani, Acqua, ricchezza e salute. Il colera a Bologna nel XIX secolo, Bologna, Compositori, 1999, pp. 81-106
  • Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 123
  • Marco Poli, Sei secoli di epidemie a Bologna, 1348-1919, Argelato, Minerva, 2020, pp. 121-122
  • Athos Vianelli, A Bologna fra cronaca e storia, Bologna, Guidicini e Rosa, 1979, p. 68