Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1875

Grande nevicata

La grande nevicata del febbraio 1875 è descritta con efficacia da Giosuè Carducci:

Nevica da ieri in poi a dilatate falde: la neve è alta su le finestre e sui tetti: l'orto con gli alberi tutti atterrati sotto il bianco lenzuolo, presenta l'aspetto orribile della morte di tutto avvertita con un senso di desolazione superstite.

Ancora pochi giorni dopo il poeta descrive cumuli alti come Monti Bianchi in mezzo alle strade e i tetti che "gemono e scricchiolano sotto l'iniquo peso".

La neve continua a scendere inesorabile ed egli esclama impaziente: "Se seguita, è impossibile che io viva. Io odio l'inverno peggio che la tomba".

A fine marzo c'è ancora tanta neve "alta e sporca" nelle strade e si dispera della primavera: "Ahimé! Le rose e l'aprile! Ma c'è stato dunque l'aprile mai sul mondo?".

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Carducci e Bologna, a cura di Gina Fasoli, Mario Saccenti, Bologna, Cassa di risparmio in Bologna, 1985, p. 72