Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1871

Prima del "Lohengrin" di Wagner

Viene data la prima rappresentazione in Italia del Lohengrin di Richard Wagner (1813-1883), composta nel 1850 ed eseguita nell'ottobre di quell'anno a Weimar, nel centenario della nascita di Goethe.

L’arrivo a Bologna dell’opera del compositore tedesco è frutto dell’interessamento del sindaco Camillo Casarini (1830-1874) e avviene su pressione della stampa cittadina, dominata dalla figura del giovane assessore Enrico Panzacchi (1840-1904), e dell'editore musicale Lucca, detentore dei diritti di esecuzione.

Bologna musicale conosce Wagner da qualche tempo: nei saggi del Liceo Musicale e del Teatro comunale è stata eseguita, nel 1869, la Ouverture del Tannhauser, accolta con favore "temperato".

Le "stramberie della musica dell'avvenire" trovano opposizione tra gli influenti soci della Società Felsinea, che considerano Wagner "incomprensibile come un geroglifico egiziano", tra i liberali moderati e soprattutto tra i clericali, che si scagliano con aspri articoli contro il "framassone" Wagner.

Il barone Mistrali parla di "mostruoso aborto dell'ingegno umano" e definisce il Lohengrin una sfida "al senso comune e all'arte".

Il critico dell' "Ancora" se la prende soprattutto con il secondo atto, che contiene un duetto così lungo "da far perdere la pazienza a Giobbe con una musica da mandare al diavolo".

Per il redattore dell' "Arpa" Sangiorgi, Wagner "non è né un demonio, né un angelo: non è un genio, ma è tale che può dirsi maestro nella scienza, e colle combinazioni armoniche ha trovato la magia della sonorità assoluta".

Il debutto dell'opera avviene il 1° novembre. Sotto la guida del maestro Angelo Mariani (1821-1873), uno dei migliori direttori d'orchestra in Italia, cantano il tenore Italo Campanini (Lohengrin), Bianca Blum, Elisa Stefanini Donzelli, Pietro Silenzi. Il Teatro Comunale è gremito in ogni ordine e accoglie i più bei nomi dell'aristocrazia bolognese.

Scriverà il giorno dopo il cronista dell' "Arpa" che gli spettatori "non avevano il sembiante di chi si è riunito per divertirsi, ma invece apparivano tutti quanti giurati che dovessero emettere un verdetto in una causa capitale". Il successo è, tuttavia, fin dalla prima notevole: gli artisti e il direttore vengono più volte richiamati alla ribalta.

Ad una delle quattordici repliche - il 9 novembre all'ombra del palco n. 23 - presenzierà anche Giuseppe Verdi, accompagnato da Arrigo Boito.

Il 31 maggio 1872 il Consiglio municipale assegnerà a Wagner la cittadinanza onoraria. Il Teatro Comunale diverrà il tempio del culto wagneriano in Italia: a Bologna si terranno anche le prime italiane di Tannhäuser (1872), Il vascello fantasma (1877), Tristano e Isotta (1888) e Parsifal (1914).

Al Lohengrin sarà intitolato un profumo - un doppio "estratto olezzante", che un avviso a pagamento definirà indispensabile a "chiunque aspiri all'eleganza" - e anche una ciambella, confezionata con ricetta tenuta segreta dal pasticcere Geremia Viscardi.

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Immagini e multimedia:

Ritratto di R. Wagner - Accademia Filarmonica (BO) Spartito del "Lohengrin" di Wagner per canto e pianoforte - Accademia... Bassorilievo dedicato a R. Wagner nel foyer del teatro comunale (BO) Busto di R. Wagner - Ufficio del turismo "Bologna Welcome" - Piazza Maggiore... Spartito del "Lohengrin" - Ufficio del turismo "Bologna Welcome" - Piazza... Libretti di R. Wagner Ritratto di Richard Wagner - Museo internazionale e biblioteca della musica (BO) Spartito e libretto del "Lohengrin" - Ritratto di Richard Wagner - Museo... Libretto del "Lohengrin" di R. Wagner - Ritratto di Richard Wagner - Museo...

Approfondimenti:

  • Luca Baccolini, I luoghi e i racconti più strani di Bologna. Alla scoperta della "dotta" lungo un viaggio nei suoi luoghi simbolo, Roma, Newton Compton, 2019, p. 64, 68
  • Paola Bignami, La cultura dello spettacolo a Bologna, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 227
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  • Oreste Cenacchi (Chiunque), Vecchia Bologna. Echi e memorie, con prefazione di Giulio De Frenzi, Bologna, Zanichelli, 1926, p. 114
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  • Roberto Verti, Emilia Romagna. Terra di musica, di voci e di mito, Bologna, Carisbo, 1996, pp. 66-70
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