Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1863

La fonderia Calzoni si trasferisce in viale Pietramellara

La fonderia Calzoni si insedia agli Orti Garagnani, davanti alla stazione ferroviaria, nella zona, compresa tra il canale delle Moline e le mura di cinta medievali, che ospitava il molino Galliera. L'attività è stata avviata all'inizio del secolo da Giuseppe Calzoni, che ha cambiato il proprio mestiere di macellaio in quello di produttore di candele steariche.

Dal 1830 il figlio Alessandro, usando tecniche simili di fusione, ha iniziato a produrre, in una piccola officina in Strada Maggiore, posate di peltro e vari tipi di torchio. Nel 1851 la ditta è stata invitata alla grande Esposizione di Londra.

Dopo la morte di Alessandro (1855), la fonderia, in mano ai suoi figli, sfornerà motrici e caldaie a vapore, macchine per industrie agricole (molini, torchi, tritacarne), locomobili, macchine per la carta e lo zucchero. Nel 1867 produrrà la prima turbina idraulica, consolidando in seguito l'attività nel campo delle apparecchiature per le centrali idroelettriche (turbine, valvole, pompe, motori, ecc.).

Dai 100 addetti del 1872 passerà ai 250 del 1887, con un parallelo, costante, incremento della meccanizzazione. Nel 1876 la ditta otterrà un brevetto industriale di grande successo: quello del torchio "a leva multipla ad azione continua", per la spremitura dell'uva e delle olive. Ne verranno prodotti 2.400 pezzi, distribuiti in tutta Italia.

Nel 1923 la Calzoni stipulerà un accordo di compartecipazione con la società Riva di Milano, nata nel 1889.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Interno delle Officine Calzoni nell Una turbina Calzoni - Museo del Patrimonio industriale (BO) Tomba della famiglia Calzoni - Cimitero della Cetrosa (BO)

Approfondimenti:

  • Aurelio Alaimo, L'organizzazione della città. Amministrazione comunale e politica urbana a Bologna dopo l'unità (1859-1889), Bologna, Il mulino, 1990, p. 27
  • Aurelio Alaimo, La ricerca della specializzazione: l'industria meccanica in Emilia (1850-1950), in Archeologia industriale in Emilia Romagna Marche, a cura di Giorgio Pedrocco e Pier Paolo D'Attorre, Cinisello Balsamo, Pizzi, 1991, p. 134
  • Aldo Berselli, Bologna nel 1888, in Lo Studio e la città: Bologna 1888-1988, a cura di Walter Tega, Bologna, Nuova Alfa, 1987, p. 122 (foto delle Officine Calzoni)
  • Bologna nelle sue cartoline, a cura di Antonio Brighetti, Franco Monteverde, Cuneo, L'arciere, 1986, vol. 2: Vedute della città, p. 133 (foto: Officine Calzoni)
  • Una città italiana. Immagini dell'Ottocento bolognese, a cura di Franco Cristofori, Bologna, Alfa, 1965, pp. 61-63
  • Giuseppe Coccolini, Sviluppo edilizio-urbanistico in Bologna da Napoleone alla Prima Guerra mondiale. Cronologia degli avvenimenti più importanti, in "Strenna storica bolognese", XLV (1995), pp. 161-189
  • Comune di Bologna, Macchine, scuola, industria. Dal mestiere alla professionalità operaia, Bologna, Il mulino, 1980, pp. 154-163, 222-223 (foto)
  • Imparare la macchina. Industria e scuola tecnica a Bologna, a cura di Roberto Curti e Maura Grandi, Bologna, Compositori, 1998, pp. 71-75
  • 1834-1994. Centosessant'anni di vita della Calzoni, Bologna, Riva Calzoni, stampa 1993
  • Maria Angela Neri, Quando si tirava la vita coi denti ... , a cura di Gianfranco Paganelli, Bologna, Centro sociale ricreativo culturale Santa Viola, 2004, pp. 144-161 (foto)
  • Pier Paola Penzo, L'urbanistica incompiuta. Bologna dall'età liberale al fascismo, 1889-1929, Bologna, CLUEB, 2009, p. 18
  • Antonio Selvatici, Appunti per una storia dell'imprenditoria bolognese, in Interpretare l'innovazione, a cura di Massimo Tozzi Fontana, Giorgio Dragoni, Bologna, Il Nove, 1997, pp. 209-216
  • Vittoria Toschi, Il nodo ferroviario e la stazione di Bologna, in: Caleidoscopio. Club degli urbanisti ragionevoli, Conversazioni di urbanistica e architettura, Bologna, Pendragon, 1994, p. 12
  • Vera Zamagni, L'economia, in Renato Zangheri, Bologna, Roma, ecc., Laterza, 1986, p. 261

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