Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1862

Il vicario capitolare Canzi condannato a tre anni di carcere

Il vicario capitolare mons. Antonio Canzi è arrestato in aprile con l'accusa di aver rifiutato la sepoltura al consigliere del tribunale d'appello conte Girolamo Rota e di aver diramato, assieme al vescovo di Fano, una circolare ai parroci e ai confessori “per ingiunger loro di spingere alla diserzione i soldati del regno italiano”.

Assieme a lui vanno a processo i parroci di San Procolo e dei Celestini. La difesa degli imputati è sostenuta da Giambattista Casoni (1830-1919), uno dei fondatori della Società Cattolico-Italiana e protagonista del movimento cattolico dopo l'Unità.

L'8 maggio la corte d'Assise di Bologna condanna il vicario a tre anni di carcere e 2.300 lire di multa e i suoi “consiglieri, fautori e complici” a pene minori. La sentenza suscita grande scalpore in città.

Rinchiuso nella prigione di Pallanza, Canzi sarà dimesso nel giugno del 1865 e potrà riprendere il governo effettivo dell'arcidiocesi di Bologna.

Già nel novembre 1861 il “mitissimo prelato” aveva firmato, assieme ad altri vescovi emiliani, una pubblica protesta per l'accusa di “macchinamenti contro l'ordine pubblico” mossa al clero dal ministro della giustizia.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Giambattista Casoni, Cinquant'anni di giornalismo (1846-1900), ricordi personali dell'avvocato Giambattista Casoni, Bologna, Monti 1907, pp. 58-62


Luciano Gherardi, Il sole sugli argini. Testimonianza evangelica di S. Clelia Barbieri, 1847-1870, e storia di famiglia delle Minime dell'Addolorata, Bologna, Il mulino, 1989, pp. 64-65, 262


G. Vegezzi Ruscalla, Rassegna politica, in: "Rivista contemporanea", 29 (1862), p. 159