Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1859

Decreti della Giunta Provvisoria

La Giunta Provvisoria di Governo, chiamata a colmare il vuoto di potere succeduto alla partenza degli Austriaci e del Legato e ad assicurare il mantenimento dell'ordine pubblico, è composta da Gioacchino Napoleone Pepoli (1825-1881), Luigi Tanari (1820-1904), Camillo Casarini (1830-1874) e Antonio Montanari (1811-1898).

Il primo atto ufficiale è l'adesione alla guerra nazionale di liberazione contro l'Austria, invocando l'annessione di Bologna e delle Romagne al regno di Sardegna.

Il 13 giugno, al fine di “provvedere allo spedito e regolare andamento degli affari”, procede ad alcune nomine: il conte Annibale Ranuzzi ottiene l'incarico di Intendente della Provincia, con le stesse attribuzioni della precedente Legazione.

Consiglieri di Intendenza sono nominati il conte Antonio Scarselli, Luigi Maccaferri, Lodovico Berti e Domenico Nanni Levera, mentre Matteo Pedrini è scelto come Segretario.

Con un proclama dello stesso 13 giugno è decretato lo scioglimento del corpo dei gendarmi pontifici e l'apertura dell'arruolamento nella nuova milizia dei Veliti, soldati “armati alla leggera” e perciò dotati di grande mobilità. Il modello è quello dei Reali Carabinieri piemontesi, dei quali è anche adottata la divisa.

E' inoltre nominata una Commissione di arruolamento per la guerra di Indipendenza, formata dai Principi Rinaldo Simonetti e Astorre Hercolani, da Francesco Buratti, Icilio Pancerasi e Alessandro Berti.

Si dispone la formazione di quattro battaglioni mobili, agli ordini del generale Roselli e del colonnello Masi, che saranno dislocati, come il II Corpo del gen. Mezzacapo, vicino alla Cattolica.

La libertà di stampa è in questo momento ritenuta "incompatibile" e quindi è proibita la pubblicazione di giornali e scritti politici. Infine è istituita una Commissione consultiva di Finanza, mentre sono confermati gli incarichi dei magistrati e degli impiegati d'ufficio.

La Giunta Provvisoria di Bologna sarà riconosciuta come Centrale di Governo dalle altre costituite nelle città dello stato pontificio a nord degli Appennini.

Reggerà il capoluogo e le legazioni fino al 14 luglio, quando nel capoluogo giungerà il Regio Commissario Massimo D'Azeglio, inviato da Cavour.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Giuseppe Bosi, Archivio patrio di antiche e moderne rimembranze felsinee, rist. anast., Sala Bolognese, A.Forni, 1975, vol. 4., pp. 155-156
  • Camillo Caleffi, La Lega Militare dell'Italia centrale, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, p. 203, 205
  • Umberto Marcelli, Dal commissariato di Massimo D'Azeglio al governatorato di Leonetto Cipriani, in: Il 1859-'60 a Bologna, cit., p. 186, 189

  • Giuseppe Carlo Rossi, La guardia provvisoria e la liberazione di Bologna, in: Il 1859-'60 a Bologna, cit., pp. 131-132
  • Marco Veglia, La vita vera. Carducci a Bologna, Bologna, Bononia University press, 2007, p. 47