Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1853

Saffi, Pigozzi e Franceschi a Bologna per un moto mazziniano

Aurelio Saffi, Francesco Pigozzi e Adeodato Franceschi, emissari di Giuseppe Mazzini, giungono a Bologna in incognito la sera del 5 febbraio per far scoppiare in città un moto repubblicano, collegato a quello fissato per il 6 febbraio a Milano.

Dopo una breve sosta nella locanda del Pellegrino, fuori porta Santo Stefano, i tre sono nascosti in casa del tipografo Taddeo Marti in via Arienti.

Qui in un colloquio con Saffi e Pigozzi, Giovanni Righi de' Lambertini (1800-1870), detto “il duce”, autorevole leader del comitato bolognese, fa loro intendere che la situazione locale permette di assecondare un moto, ma non di iniziarlo e si dichiara poco fiducioso nella riuscita dell'insurrezione milanese.

Un altro dei componenti il comitato, Vincenzo Minarelli, si dimostra invece più fiducioso e organizza una riunione con ottanta capi centuria in una bottega di via Mascarella. Si decide di iniziare comunque la rivolta, solo che giungano buone notizie da Milano.

Ma il 10 febbraio La “Gazzetta di Bologna” annuncia il fallimento del tentativo in quella città e Mazzini invia a Saffi un biglietto di questo tenore: “La vostra bimba sta male, partite!”.

Saffi e Pigozzi lasciano subito Bologna con l'aiuto di Gregorio Gregorini e nei giorni successivi si scatena in città la repressione poliziesca contro i membri dei comitati mazziniani. Le carceri della Carità e di Sant'Agnese si riempiono di detenuti politici.

Al processo che seguirà davanti al Consiglio di Guerra, Saffi e Pigozzi saranno condannati in contumacia, per l'accusa di alto tradimento, a “vent'anni d'arresto in fortezza coi ferri”. Tra i giudicati e i condannati saranno anche i principali esponenti mazziniani bolognesi, quali Marti, Gregorini, Minarelli, Cavazza, Farnè.

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Immagini e multimedia:

Aurelio Saffi studente a Ferrara - Biblioteca Ariostea (FE) Casa natale di Aurelio Saffi a Forlì

Approfondimenti:

  • Roberto Balzani, Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi, Argelato, Minerva, 2016, p. 146
  • Aldo Berselli, Da Napoleone alla Grande Guerra, in: Storia di Bologna, direttore Renato Zangheri, vol. 4., tomo 1., Bologna, Bononia University Press, 2010, p. 59
  • Aldo Berselli, La situazione politica a Bologna e nelle Legazioni dal 1849 al 1856, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 70-71
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., pp. 274-275, 277
  • Giulio Cavazza, Cospirazioni e moti risorgimentali dal 1831 al 1845 nei ricordi di Augusto Aglebert, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, p. 152, nota 36
  • Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 318
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 96
  • Un patriota del '53. Francesco Pigozzi, in "Rassegna storica del Risorgimento", 1930, pp. 99-101
  • Ugo Pesci, I bolognesi nelle guerre nazionali, a cura della Federazione fra le Società militari della città e Provincia di Bologna, Bologna, Zanichelli, 1906, pp. 117-120
  • Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco, Bologna s'è desta! Itinerario risorgimentale nella città, Bologna, Minerva, 2011, p. 187 (G. Gregorini)
  • Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, pp. 633-634
  • Albano Sorbelli, Intorno al trafugamento di Saffi e Pigozzi nel 1853. Appunti e notizie, Bologna, s.e., 1907
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 35