Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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I bolognesi non fumano per protesta

Imitando un'usanza invalsa a Milano per protestare contro l'occupazione straniera, anche i bolognesi hanno smesso di fumare. Ormai solo alcuni zelanti passeggiano col sigaro in bocca e sono oggetto dello sdegno dei “buoni” cittadini.

Il governo non tarda a considerare l'astensione “una vera dimostrazione politica” e a effettuare alcuni arresti. L'Autorità austriaca giudica l'opera di dissuasione dal fumo una “lesione della libertà individuale” e promette punizioni corporali, con l'uso del bastone e processi secondo la legge marziale.

Il rigore mostrato fa sì che più nessuno si azzardi a fumare per le vie, per non correre il rischio di procurare guai a sé e ad altri.

Gli arresti a Bologna e nelle Romagne proseguiranno anche nelle settimane successive: l'11 maggio, nel capoluogo, un carrozzaio subirà per tre volte il flagello, che lo ridurrà in fin di vita.

Ma l'astensione, “come una corrente magnetica”, va propagandosi velocemente, dal Lombardo-Veneto al Regno di Napoli.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Barbara Baraldi, 101 perchè sulla storia di Bologna che non puoi non sapere, Roma, Newton Compton, 2018, pp. 262-264
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., pp. 229-231, 233-234
  • Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, pp. 24-25

  • Marco Poli, Il Conte ladro e altre storie bolognesi, Bologna, Costa, 1998, pp. 291-292
  • Nerio Zanardi, Capitoli bolognesi della storia d'Italia. Da Irnerio a Carducci, Bologna, Patron, 1997, p. 381