Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1849

La mozione Ranuzzi

Sulla base di una mozione di Annibale Ranuzzi, il Consiglio comunale, ormai prossimo alla fine, dopo il ritorno del potere pontificio, formula il voto che le libertà e le franchigie, un tempo concesse spontaneamente dalla Santa Sede, possano essere conservate.

L'atto è considerato dal Commissario Bedini e dal Governo Austriaco una “arbitraria e illegale manifestazione politica”: il Consiglio viene immediatamente sciolto e i 18 consiglieri, che lo hanno votato, vengono multati, mentre il Senatore Zanolini - uomo peraltro ben voluto dal Pontefice - e il Conte Ranuzzi sono costretti, per qualche tempo, agli arresti domiciliari.

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Approfondimenti:

  • Aldo Berselli, La situazione politica a Bologna e nelle Legazioni dal 1849 al 1856, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, p. 63 (data cit.: 17 luglio)
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., pp. 175-176
  • Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 94
  • Giovanni Natali, Bologna e le Legazioni durante la Repubblica romana del 1849, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 58-59
  • Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, pp. 625-626