Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1846

L'Officina del Gas e l'illuminazione del centro cittadino

Nella seduta del 10 marzo il Consiglio comunale decide di riformare la pubblica illuminazione, applicando i metodi della illuminazione a gas.

L'operazione è affidata alla società anglo-francese Goldsmith e Grafton, rappresentata e diretta dal signor Saint-Cyr, la stessa che avrà l'incarico a Roma.

Il primo impianto per la produzione del gas illuminante sarà inaugurato il 2 ottobre 1847. L’officina del gas è costruita su un’area di quattromila metri quadrati fuori porta Zamboni, all’angolo con via San Donato.

Le zone illuminate sono quella del centro cittadino a sud della via Emilia e quella del Teatro Comunale. Nelle vie "dei principali teatri", dove la vita continua fino nel cuore della notte, i 175 lampioni a olio esistenti sono sostituiti da 235 fiamme a gas.

La prima fase dell’esercizio è assai difficile, soprattutto per le inadempienze della società appaltatrice. E' denunciato “il grave inconveniente di una meschina luce”, dovuta all'eccessiva distanza tra i lampioni.

Per avere una illuminazione appena sufficiente i cittadini bolognesi dovranno attendere il nuovo contratto del 1862 con la Compagnia Ginevrina dell'Industria del Gas, quando essa sarà estesa a tutto il centro urbano.

L'inaugurazione della rete del gas per l'illuminazione provoca inediti inconvenienti: le officine e i residui di lavorazione emanano cattivo odore, vi è il pericolo di scoppi e incendi, di esalazioni di ammoniaca, mentre sono possibili perdite dalle tubature.

Probabili cause di malattie tra gli operai sono inoltre il calore e la luce sviluppati dal gas. L'eccessivo calore promuove "una pletora vascolare e la respirazione stessa si altera": gonfiori, congestioni e mal di testa non tardano a venire.

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Approfondimenti:

  • Stefano Arieti, Società e sanità a Bologna nel XIX secolo, in: “Il carrobbio”, 25 (1999), p. 198
  • Federico Bartolini, Dalla luce al calore all'energia. Per una storia della Officina del gas di Bologna attraverso i dibattiti in Consiglio comunale, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1989, p. 68-69
  • Giancarlo Bernabei, Giuliano Gresleri, Stefano Zagnoni, Bologna moderna, 1860-1980, Bologna, Patron, 1984, pp. 31-33
  • Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 1., pp. 53-54, 234
  • Marina Calore, Bologna a teatro. L'Ottocento, Bologna, Guidicini e Rosa, 1982, p. 53
  • Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa, 2000, p. 121
  • Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, vol. 1., Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, p. 150 (progetto)
  • F. (Gaetano Fiori), Illuminazione a gaz in Bologna, in: "Teatri, Arti e Letteratura", 9 aprile 1846, a. 24., t. 45., n. 1157, p. 41
  • Elena Gottarelli, Urbanistica e architettura a Bologna agli esordi dell'unità d'Italia, Bologna, Cappelli, 1978, p. 36
  • Francesco Majani, Cose accadute nel tempo di mia vita, a cura di Angelo Varni, Venezia, Marsilio, 2003, p. 366, nota 670
  • Marco Poli, Accadde a Bologna. La città nelle sue date, Bologna, Costa, 2005, p. 205
  • Marco Poli, Bologna com'era, Argelato, Minerva, 2020, p. 107