Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1845

Viaggio propagandistico di Massimo d'Azeglio

Invitato a capeggiare il movimento liberale, Massimo Taparelli D'Azeglio (1798-1866) intraprende nel settembre del 1845 un avventuroso “viaggio propagandistico”, con l'apparenza di un giro turistico per scopi d'arte.

Il nobile piemontese, datosi da poco alla politica attiva a favore dell'unità italiana, in seguito alla frequentazione del cugino Cesare Balbo, percorre l'Umbria, le Marche e la Romagna, entrando in contatto con l'Italia mazziniana e la fitta rete di carbonari e cospiratori estesa in tutto lo Stato della Chiesa, la cosiddetta "Trafila".

A Bologna si incontra con vari cospiratori, promettendo l'aiuto del re del Piemonte Carlo Alberto, presentato come "uomo nuovo", e distribuendo medaglie nelle quali è inciso il motto J'attend mon astre. I bolognesi, che aspettano la morte del Papa per far scoppiare un'insurrezione nelle Romagne, accolgono con poco entusiasmo la sua predicazione.

Dopo il fallito moto di Rimini del 1845, D'Azeglio entrerà nella lotta politica pubblicamente e con il saggio Degli Ultimi casi di Romagna (Torino, 1846) denuncerà i vizi del governo papale e “le iniquità, le frodi e le inaudite barbarie” del Tribunale Straordinario di Ravenna, ma insieme condannerà le congiure segrete e proporrà un nuovo metodo di lotta politica, una sorta di "cospirazione alla luce del sole".

Il suo messaggio sarà accolto con favore negli ambienti liberali e neoguelfi bolognesi. Anche Marco Minghetti proporrà di organizzare "una cospirazione politica aperta, generale, onesta nei suoi intendimenti e nelle sue massime".

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Ritratto di Massimo D

Approfondimenti:

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