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1844

Felice Orsini rinchiuso a San Leo

Felice Orsini (1819-1858), carbonaro e patriota mazziniano, arrestato poco tempo prima a Pesaro, è tradotto in giugno nella fortezza di San Leo, assieme ai riminesi Andrea Borzatti e Enrico Serpieri.

"Posti a cavallo e bene incatenati", i ribelli vengono scortati alla prigione da ventiquattro soldati. Il comandante li fa rinchiudere in una segreta detta Spicco, un ambiente migliore di altri, per aver ospitato un tempo una caserma.

Nel suo diario Orsini descrive le celle come "orribili, anguste, con mura spesse più di un metro, e con finestre su tre decimetri di lato". Il patriota romagnolo diventerà universalmente noto per l'attentato all'imperatore Napoleone III, il 14 gennaio 1858, per il quale sarà condannato a morte.

Il forte conserva la memoria della prigionia del conte di Cagliostro (1743-1795), famoso avventuriero, massone e cultore di scienze occulte, condannato nel 1791 per eresia e qui rinchiuso fino alla morte, in una cella a pozzetto, senza finestre.

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La fortezza di San Leo (RN) Ritratto di Felice Orsini - San Leo (RN) Le cella in cui furono rinchiusi i politici nella fortezza di San Leo (RN) La cella di Felice Orsini a San Leo (RN) Una delle celle che ospitarono i prigionieri politici nella fortezza di San... Busto di Cagliostro - Forte di San Leo (RN)