Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1844

Le Scuole Tecniche Bolognesi

In novembre cominciano i primi corsi delle Scuole Tecniche Bolognesi, fondate grazie ai lasciti di Giovanni Aldini (1762-1834) e Luigi Valeriani (1757-1828).

Esse impartiscono agli artigiani locali insegnamenti di disegno, fisica, meccanica e chimica. Si tenta di formare costruttori di utensili e macchine dotati, almeno a livello elementare, di un sapere tecnico-scientifico.

La carenza di competenze tecniche negli operai e negli imprenditori, la loro incapacità di costruire nuove macchine, ma anche di montare e riparare quelle acquistate all'estero, è vista, assieme alla difficoltà di reperimento di capitali, come uno dei limiti principali alla diffusione delle attività manifatturiere nel territorio bolognese.

Le scuole si ispirano all'esperienza francese del Conservatoire des Arts et des Métiers, assunto a modello di istruzione tecnica per gli artigiani.

Sono organizzate lezioni con dimostrazioni compiute su modelli. Nel nuovo gabinetto di disegni e oggetti dimostrativi, realizzato per lo svolgimento dei programmi, confluisce anche la collezione Aldini, che però rimarrà praticamente inutilizzata.

Le difficoltà di affermazione delle Scuole Tecniche negli anni preunitari saranno dovute soprattutto alla situazione di persistente arretratezza della realtà economico-sociale bolognese.

Le scuole saranno chiuse nel 1869. Rimarrà solo il corso di disegno, considerato "fattore fondamentale di comprensione, ideazione e progettazione" dei manufatti. Funzionerà come scuola annessa a quella elementare della città.

La  loro esperienza riprenderà nel 1878, con la nascita dell'Istituto Aldini-Valeriani per le Arti e i Mestieri, comprendente una scuola-officina per le attività pratiche.

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Approfondimenti:

  • Milana Benassi Capuano e Maria Angela Neri, Oltre i cancelli... al Reno, Bologna, Istituto Comprensivo n. 1, 2010, pp. 100-101
  • Francesco Bochicchio, I precedenti storici dell'istruzione tecnico-professionale nell'area bolognese dalla legge Casati alla Carta della Scuola, in: Manutenzione e sostituzione. L'artigianato, i suoi modelli culturali, la città storica, Bologna, CLUEB, 1983, p. 43
  • Comune di Bologna, Macchine, scuola, industria. Dal mestiere alla professionalità operaia, Bologna, Il mulino, 1980, pp. 82-84
  • Andrea Farnè, Le opere pie a Bologna. Ruolo e storia della Compagnia de' Poveri Vergognosi, Bologna, Le coq, 1989, p. 65
  • Imparare la macchina. Industria e scuola tecnica a Bologna, a cura di Roberto Curti e Maura Grandi, Bologna, Compositori, 1998, pp. 36-37
  • Paola Pacetti, Gli anni 1850-1860: fra innovazione e conservazione. L'attività manifatturiera a Bologna e Ferrara, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 213
  • Marco Poli, Accadde a Bologna. La città nelle sue date, Bologna, Costa, 2005, p. 205
  • La ruota e l'incudine. La memoria dell'industria meccanica bolognese in Certosa, a cura di Antonio Campigotto, Roberto Martorelli, Bologna, Minerva, 2016, pp. 25-26
  • Fiorenza Tarozzi, Politica, economia e società nell'età del Risorgimento a Bologna, in: “Quaderni di cultura del Galvani”, centocinquantenario, numero speciale, 2012, v. 1., p. 32