Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1840

Il Ritiro e Scuola San Pellegrino

Il sacerdote Camillo Breventani (1810-1898) fonda, non lontano da Porta Sant'Isaia, un istituto che si propone “di dare educazione religiosa e civile a povere fanciulle pericolanti e in balia di sè”, avviandole ai lavori donneschi e formandone buone operaie e buone domestiche.

Riceve bambine tra i sette e i dodici anni: alcune vi restano in permanenza, altre di sera tornano alle loro case. Alcune pagano una piccola retta, ma la maggior parte non paga nulla. Le ragazze che rimangono residenti saranno poi collocate come donne di servizio.

I locali utilizzati per il collegio appartenevano a una Compagnia soppressa nel 1798, intitolata a San Pellegrino e costituita nel 1518 con lo scopo di dare soccorso ai poveri. Nel 1568 la sede originaria fu abbattuta per la sistemazione della strada e sostituita con una nuova costruzione.

Verso il 1870 il Ritiro e Scuola di San Pellegrino, approvato ufficialmente nel 1851 dal Cardinale Oppizzoni, arriverà ad avere oltre 120 ospiti.

Nel 1841 il canonico Sebastiano Capelli aprirà in via Cartoleria Vecchia, con una trentina di ragazze, un istituto simile: il Conservatorio della Beata Vergine della Croce.

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Don Camillo Breventani - Fonte: Ritiro San Pellegrino (BO) -...

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Approfondimenti:

  • Serafino Biffi, Sui riformatori pei giovani, in: “Memorie del Reale Istituto lombardo di scienze e lettere. Classe di lettere e scienze morali e politiche”, 11 (1870), p. 149
  • Luigi Bortolotti, Bologna dentro le mura. Nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1977, p. 259
  • La città della carità. Guida alle istituzioni assistenziali di Bologna dal XII al XX secolo, a cura di M. Carboni, M. Fornasari, M. Poli, Bologna, Costa, 1999, p. 65
  • Marcello Fini, Bologna sacra. Tutte le chiese in due millenni di storia, Bologna, Pendragon, 2007, p. 178
  • Francesco Majani, Cose accadute nel tempo di mia vita, a cura di Angelo Varni, Venezia, Marsilio, 2003, p. 253, nota 513
  • Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, p. 281

  • Filippo Raffaelli, I segreti di Bologna, Bologna, Poligrafici, 1992, p. 90
  • Le strade di Bologna. Una guida alfabetica alla storia, ai segreti, all'arte, al folclore (ecc.), a cura di Fabio e Filippo Raffaelli e Athos Vianelli, Roma, Newton periodici, 1988-1989, vol. 2., p. 411