Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1835

Esposizione di Belle Arti

Dal 21 al 31 maggio si tiene a Bologna l'Esposizione di oggetti d'Arte. L'inaugurazione avviene nella grande aula dell'Accademia.

Dopo i discorsi delle autorità e la distribuzione dei premi, le porte sono aperte “alla folla premente”.

Nelle varie aule si vedono tante opere “simmetricamente disposte”: pitture, sculture, ma anche oggetti meccanici: ad esempio un modello di macchina a vapore applicabile a un mulino.

Tra i pittori di storia spicca Rinaldo Buldrini, "rinomato ristauratore, e diligente pittore", con il dipinto Teseo che riceve da Arianna il gomitolo onde trovare l'uscita del laberinto.

L'imolese Giuseppe Manara espone una mezza figura rappresentante Saffo, "pittura non priva di bellezza, ma alquanto ignobile".

IL giovane Antonio Muzzi rivela buone disposizioni, mentre Cesare Savini, che presenta - assieme a numerose altre opere - una copia della Madonna di Guido Reni conservata in San Bartolomeo, appare "pittore sulla buona strada".

Espongono anche diverse signore, come le marchese Brigida Tanari e Ippolita Angelelli.

Tra i pittori di paesi dominano Ottavio Campedelli, talmente bravo da non temer confronti - anche se qualche volta il suo "frascheggiare" appare "gretto e uniforme" - e Rodolfo Fantuzzi, mentre Domenico Ferri, "primo Scenografo italiano, forse europeo", nelle sue vedute di Parigi "sacrifica all'effetto qualche parte del vero".

Il vero mattatore della scena artistica bolognese è tuttavia lo scultore Cincinnato Baruzzi, l'unico in grado di guadagnare con il suo lavoro, in gran parte destinato a committenti esteri.

Infine Francesco Rosaspina è il migliore negli acquarelli, tra i quali ve n'è in mostra "uno cospicuo", tratto dal Cristo di Guido della Pinacoteca.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

R. Fantuzzi - Ingresso di Villa Borghese a Roma - Collezioni Comunali d

Approfondimenti:

Michelangelo Gualandi, Dell'Esposizione di belle arti in Bologna nel 1835. E pochi cenni su quella di Milano, Firenze, Tipografia all'insegna di Dante, 1835