Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

argomenti

1832

Palazzo Riario-Aldini venduto al tenore Domenico Donzelli

Il tenore Domenico Donzelli (1790-1873), uno dei più celebri interpreti rossiniani, acquista dagli eredi del nobile cubano Diego Pegnalverd, ex membro del governo napoleonico, il palazzo Riario in Strada Maggiore.

Costruito nel XVI secolo, il prestigioso edificio fu concesso in enfiteusi nel 1796 da Raffaello Riario Sforza al futuro ministro di Napoleone Antonio Aldini, che lo utilizzò come residenza di città, affidando nel 1798 la sua ristrutturazione all'architetto Giovanni Battista Martinetti.

Questi ridisegnò sulla facciata il cornicione di terracotta con fregio, prolungandolo sulla casa vicina, e divise il grande salone in due stanze: la Sala della Virtù e la Sala delle Feste. La decorazione dell'interno fu affidata ai migliori artisti dell'epoca, da Serafino Barozzi (1735-1810) a Antonio Basoli, da Pietro Fancelli a Gaetano Lodi, mentre la splendida stanza "alla boschereccia", detta Sala del Convito, fu dipinta nel 1805 da Vincenzo Martinelli e Pelagio Palagi.

Al piano terreno, quattro salette furono decorate dall'estroso Felice Giani, al debutto a Bologna dopo la gloriosa impresa faentina di Palazzo Milzetti. L'edificio rinnovato risultò così "un'antologia quasi completa degli arredatori d'interni d'età neoclassica" e un "sobrio esempio di raffinata moderazione" architettonica, inserito con naturalezza nel contesto edilizio dell'antica strada (Matteucci).

Messo da parte politicamente, rovinato economicamente e perseguitato dai creditori, Aldini fu costretto a vendere il palazzo, che nel 1870 sarà ceduto alla famiglia Sanguinetti. Nel corso dell'800 esso ospiterà a più riprese lo scrittore francese Stendhal e servirà a Gioachino Rossini durante la ristrutturazione della sua dimora bolognese, situata poco lontano.

Fonti della notizia:

consulta

Localizzazioni:

Google Maps

Approfondimenti:

  • Giuseppe Bosi, Archivio patrio di antiche e moderne rimembranze felsinee, rist. anast., Sala Bolognese, A.Forni, 1975, vol. 1., pp. 241-244
  • Francesco Ceccarelli, L'intelligenza della città. Architettura a Bologna in età napoleonica, Bologna, Bononia University Press, 2020, pp. 39-41
  • Maria Teresa Chierici Stagni, Giovanni Battista Martinetti. Ingegnere e architetto. Un bolognese nato a Lugano, Bologna, Ponte nuovo, 1994, pp. 131-133 (data cit.: 1796)
  • Anna Maria Matteucci, Architettura e decorazioni in Bologna all'epoca di Stendhal, in: "L'Archiginnasio", 66-68 (1971-1973), vol. 2., pp. 730-733

  • Anna Maria Matteucci, I decoratori di formazione bolognese tra Settecento e Ottocento. Da Mauro Tesi ad Antonio Basoli, Milano, Electa, 2002, pp. 244-257
  • Un mondo di musica. Concerti alla Società del Casino nel primo Ottocento, a cura di Maria Chiara Mazzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2014, p. 102 (Domenico Donzelli)
  • Museo internazionale e biblioteca della musica. Guida al percorso espositivo, a cura di Lorenzo Bianconi e Paolo Isotta, 2. ed. riveduta e corretta, Bologna, Comune, 2006, pp. 17-22
  • Monica Proni, La Cronaca manoscritta di Francesco Rangone. Risvolti culturali e mondani a Bologna (1815-1830), in: “Il carrobbio”, 12 (1986), p. 284
  • Eugenio Riccòmini, Il perditempo. Passeggiate per Bologna, nuova ed., Bologna, Tipoarte, 2000, pp. 273-275